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Pescara, 15/05/2026
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Data: 19/08/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Rischiamo un porto di serie B». Sospiri lancia l'allarme: le strategie di Del Turco favoriscono Ortona

«Altro che Authority, con la cura Del Turco il porto di Pescara rischia di arenarsi nei fondali sabbiosi del canale». A lanciare il grido d'allarme è Lorenzo Sospiri e con lui tutta Alleanza nazionale, non foss'altro per rendere giustizia a chi come l'onorevole Nino Sospiri - scomparso a gennaio - per lo sviluppo del porto s'era battuto con tutte le forze: per le nuove banchine, per la direzione marittima a Pescara, per il piano regolatore utile a portare le acque melmose del fiume Pescara ben oltre la diga foranea. Interventi e progetti che rischiano di non vedere più la luce dal momento che, sostiene Lorenzo Sospiri, nipote dell'onorevole Nino, «il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ha completamente spostato l'asse porto-interporto-Valpescara sostituendo Pescara con Ortona».
Vale la pena ricordare che già quest'amministrazione comunale di centrosinistra aveva "impallinato" il Prusst che Sospiri aveva elaborato per lo sviluppo del porto per sostituirlo con un'altra ipotesi progettuale comunque valida. Ma a far saltare adesso sulla sedia gli esponenti di An è la relazione che il presidente Del Turco ha consegnato al ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, il 20 luglio: «E' in quel dossier - prosegue con tono deciso Lorenzo Sospiri - che abbiamo scoperto che il porto di Pescara non rappresenta più una priorità nella rete infrastrutturale della nostra regione. Nessuno disconosce la leadership commerciale di Ortona ma da qui a destinare a quel porto la fetta quasi totale dei cento milioni messi sul piatto dal Cipe ce ne corre».
E Pescara? Lo scalo marittimo del capoluogo adriatico rischia di perdere sia l'Authority, che Del Turco vede come un soggetto di livello regionale, sia i finanziamenti per la realizzazione del nuovo progetto il cui Prg è praticamente già pronto per un costo stimato attorno ai 15 milioni. «Un progetto che noi faremo del tutto per salvare - insiste Lorenzo Sospiri - perché strategico per la nostra città ed il suo sviluppo portuale: prolungando i bracci del fiume, le acque del Pescara finirebbero al largo senza più minacciare la costa nord la quale addirittura tornerebbe ad essere per intero balneabile. Secondo poi, col nuovo bacino sarebbero anche molto più protette le spiagge di Portanuova minacciate dall'erosione. Quel che più colpisce, e scatena la nostra protesta, è che soltanto a marzo scorso il sindaco D'Alfonso diceva d'aver firmato con Del Turco "il grande patto per il porto", mentre oggi, pochi mesi dopo, scopriamo che Pescara sta per essere retrocessa di fatto a porto di serie B». In conclusione Sospiri non risparmia qualche frecciata polemica al sindaco D'Alfonso invitato «a farsi sentire di più all'Aquila nell'interesse di Pescara e del porto». E aggiunge d'aver fornito tutte le carte del caso a Paola Marchegiani, consigliere comunale della Margherita e da sempre sostenitrice del porto: «Confidiamo anche nel suo appoggio per questa importante battaglia che la nostra città non può permettersi di perdere».

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