| |
|
| |
Pescara, 26/04/2026
Visitatore n. 753.464
|
|
|
|
|
|
|
04/10/2009
Il Messaggero
|
Matteoli difende il ponte, Bossi chiede sicurezza. Per non intralciare i soccorsi, Berlusconi solo oggi nelle zone colpite dal disastro |
|
ROMA - Avrebbe voluto essere già da ieri tra i disastrati del messinese. Ma c'è chi gli ha consigliato di aspettare fino ad oggi per non essere di intralcio alle operazioni di soccorso. Silvio Berlusconi ha perciò rinviato ad oggi la visita nei comuni sommersi dal fango. In mattinata, accompagnato dal sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso, il premier sorvolerà in elicottero i comuni di Giampilieri, Scaletta e Santo Stefano di Briga. Quindi si incontrerà con gli sfollati per poi recarsi in prefettura e fare il punto della situazione. Anche il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli sarà oggi nel messinese. Intanto si incarica di rispondere alle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che aveva chiesto interventi per mettere in sicurezza la Sicilia piuttosto che pensare «ad opere faraoniche», facendo riferimento al ponte sullo Stretto. E al monito del capo dello Stato si è aggiunto ieri anche l'auspicio di Umberto Bossi. Per il ministro delle Riforme «è sicuro» che si debba pensare alla sicurezza prima di tutto, anche prima di opere faraoniche. «Diciamo che per troppi anni si è andati avanti così a spanne e che dove la natura è stata particolarmente violentata si rischia di pagare un prezzo di quelli pesanti» Altero Matteoli spiega però che: «Le grandi infrastrutture sono fatte anche per evitare le tragedie ambientali», per questo «sono convinto che realizzare il ponte sullo Stretto voglia dire, a caduta, realizzare anche infrastrutture per la Calabria e la Sicilia. Comunque il ponte non si fa con soldi pubblici ma con soldi privati attraverso il project financing». E ancora: «Ho sempre rispetto per le parole del capo dello Stato. Siamo di fronte ad un altra tragedia immane ma il denaro per mettere in sicurezza tutto il territorio italiano non c'è. Dobbiamo scegliere delle priorità». .Per il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, «dal presidente Napolitano è giunto un richiamo giustissimo, un grande monito per tutti affinché le politiche ambientali siano fatte giorno dopo giorno» ed «il ponte non è alternativo ad altri interventi. La politica della prevenzione è fondamentale. Bisogna insegnare culture ambientali diverse da quelle che ci sono state finora e questo non ha colore politico». Anche il finiano Fabio Granata è convinto della necessità di mettere in sicurezza il territorio prima di attuare il ponte sullo Stretto. Chiede il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa che il governa venga in Parlamento «a spiegare con quali soldi metterà in sicurezza quelle zone ed eviterà il ripetersi di queste tragedie». Apprezza Cesa «la denuncia del ministro Prestigiacomo» da «noi pienamente condivisa: ma se dal 2010 non ci sarà più un euro per la difesa del suolo la colpa è del governo di cui lei stessa fa parte, che ha scelto di svuotare le casse del ministero dell'Ambiente per finanziare misure spot come il taglio dell'Ici sulla prima casa»
|
|
|
|
|