L'AQUILA. Circa 2.200 nuclei familiari costituiti da una o due persone, spesso appartenenti alle fasce sociali più deboli, rischiano di rimanere lontani dall'Aquila ancora per mesi, perché per loro non è prevista sistemazione in città. A lanciare l'allarme è ancora una volta il sindaco, Massimo Cialente. E questa volta lo ha fatto intervenendo alla sessione conclusiva della conferenza nazionale del Centro servizi volontariato, che si tenuta all'Aquila e che è stata interamente dedicata al terremoto.
«A fine maggio ho segnalato al Governo che avremmo avuto davanti mesi drammatici per l'emergenza abitativa» ha detto Cialente, puntando il dito sulla lentezza della ricostruzione "leggera" e sulla carenza di fondi per gestire le pratiche. Specialmente per le case classificate B e C, visti i ritardi nell'erogazione dei rimborsi per i lavori effettuati.
«Attualmente possiamo contare su 20 milioni di euro» ha aggiunto «mentre per coprire solamente tutte le pratiche delle case A siamo intorno ai 120-150 milioni di euro. Tornerò a sollecitare il Governo per chiedere sostegno nel gestire una situazione drammatica che ci costringe a dover convincere persone, in particolare gli anziani, che ora sono in tendopoli, ad andare sulla costa. Si è preso ormai atto di un ritardo drammatico che ha responsabilità multiple. Solo questa settimana con la Protezione civile siamo riusciti a convincere il ministro Tremonti ad assicurare il rimborso delle parti comuni dei condomini, ma non riesco ancora a convicere lo stesso Ministero a dar seguito, attraverso la Cassa depositi e prestiti e l'Abi, a quanto previsto nella ordinanza 3803 circa la possibilità di poter disporre del finanziamento provvisorio per far partire i lavori. Queste difficoltà e le responsabilità degli scorsi mesi si stanno traducendo in un ritardo che fa sì che migliaia di famiglie non possono rientrare nelle case. E ricordo a tutti che i nuclei familiari con B e C sono oltre 9.000. Mi aspetto che nelle prossime ore il ministero dell'Economia comprenda che ritardi e indecisioni si stanno traducendo in uno spreco di milioni di euro per ospitare gli sfollati in località lontane anche 100 chilometri dalla città».
Intanto, si ricorda che chi ha la casa classificata B o C deve far predisporre una perizia tecnica accompagnata dal preventivo di spesa per la riparazione del danno. Le domande vanno presentate al Comune e a Fintecna ai fini dell'istruttoria amministrativa per l'accesso al contributo. Il provvedimento sulla concessione del contributo a titolo provvisorio è adottato entro 30 giorni dalla data della domanda al sindaco. Decorso tale termine la domanda si intende accolta ai fini dell'inizio dei lavori. Il sindaco provvede poi alla concessione del contributo a titolo definitivo entro ulteriori trenta giorni. Per le abitazioni principali con inagibilità B e C è prevista la copertura integrale delle spese di riparazione. Per gli immobili diversi dall'abitazione principale e quelli ad uso non abitativo (sempre B e C) è previsto un rimborso fino all'80% delle spese e comunque non oltre gli 80 mila euro. Ammonta, infine, sempre a 80 mila euro l'importo massimo ottenibile con la modalità del finanziamento agevolato, applicabile però solo per le abitazioni principali e per le parti condominiali.