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Pescara, 26/04/2026
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05/10/2009
Il Messaggero
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«Nuove case come all'Aquila, bloccati tasse e mutui». Berlusconi: «Avevamo previsto il disastro, ma le piogge sono state più intense». La protesta dei "No Ponte" |
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MESSINA - «Un disastro previsto, anche se le piogge di questi giorni sono state di intensità molto più elevate». Ormai il canovaccio del giorno dopo un disastro è sempre lo stesso: giro in elicottero, visita alle popolazioni colpite, vertice in Prefettura e conferenza stampa, sempre in Prefettura, preferibilmente senza domande. Ieri mattina a Messina Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso hanno ripetuto più o meno ciò che è stato fatto prima a Napoli in occasione dell'emergenza rifiuti, e poi a L'Aquila per il terremoto. Anche stavolta il governo si è mosso con estrema tempestività nell'affrontare l'emergenza, ma la reazione delle popolazioni locali è quella che il presidente del Consiglio ammette pubblicamente al termine del sopralluogo, parlando con a fianco il presidente della Regione Raffaele Lombardo al quale ha appena conferito i poteri di commissario straordinario per l'emergenza. Il Cavaliere sa delle accuse che vengono rivolte alla giunta-Lombardo di non essere intervenuta tempestivamente su un'emergenza nota da due anni, anche perchè il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomomo, che siede alla sua destra, non ha fatto mistero delle sue perplessità sulla gestione del territorio della regione siciliana. Berlusconi ne fa un cenno quando ammette che «avevamo previsto il disastro e dato l'avviso». «Poi - precisa - le precipitazioni sono state ancora più intense delle previsioni. «E' stato un evento eccezionale», conclude quasi a voler ridimensionare le responsabilità degli amministratori locali presenti, sindaco e presidente della provincia, che siedono sul lungo tavolo allestito in Prefettura. Berlusconi, che promette di tornare presto qui a Messina, non intende però farsi risucchiare dalla polemica locale e quindi parla solo di ciò che ha fatto e che intende fare ora il governo per le popolazioni colpite dalla frana. «Bloccheremo le tasse e i mutui ai cittadini colpiti delle zone alluvionate», promette alle famiglie ospitate nel villaggio turistico "Le Dune". L'arrivo domenicale di Berlusconi rappresenta per le famiglie scampate alla tragedia, quasi un momento di relax. Berlusconi si dà da fare giocando con i bambini e prestandosi a foto e strette di mano. Alle mamme promette che «si potrà stare una settimana senza neanche fare la spesa». Ai papà che si ripeterà qui l'esperienza dell'Aquila con la realizzazione in breve tempo del numero di alloggi sufficienti ad ospitare gli sfollati, anche se difficilmente potranno essere recuperate le case andate distrutte. «Troveremo dei terreni nel messinese - spiega infatti il Cavaliere - e lì costruiremo dei quartieri con case di solo 3 piani, vivibili, con giardini, piante, fiori». Anche se la Sicilia non è l'Abruzzo Berlusconi promette «tempi brevi» e minimizza anche il problema dell'abusivismo amche se poi, scendendo dall'elicottero dopo il sopralluogo con i ministri Matteoli e Prestigiacomo, spiega di aver visto «cose impressionanti». Ai siciliani e ai ministr5i interessati, promette «un miliardo per le zone a rischio idrogeologico», anche se ieri l'altro Bertolaso ne aveva stimati 20-25. I problemi del bilancio pubblico sono noti e Berlusconi ne fa anche cenno, mentre non una parola sul contestato ponte sullo Stretto. Fuori la Prefettura, un gruppo di attivisti della rete "NoPonte" contesta i ministri quando varcano il portone d'ingresso, compreso il sottosegretario Rocco Crimi. Berlusconi, entra ed esce da un ingresso secondario dopo aver elogiato ancora una volta la Protezione civile di Bertolaso e il lavoro di 2 mila uomini, tra volontari e forze dell'ordine, che sono riusciti «in breve tempo ad assistere 524 sfollati».
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