Nella lettera il primo cittadino dell'Aquila esprime solidarietà e condivide «la rabbia di chi chiede giustizia»
L'AQUILA. Aquilani e messinesi «fratelli nel dolore». I primi pronti a mettersi a disposizione dei secondi nonostante siano ancora alle prese con le conseguenze della catastrofe di aprile. E' questo il senso della lettera aperta che il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha inviato al primo cittadino di Messina, Giuseppe Buzzanca, per manifestare solidarietà alle popolazioni siciliane colpite dalle disastrose frane dei giorni scorsi e condividere «la rabbia di chi chiede giustizia».
«La comunità dell'Aquila», scrive Cialente nella lettera, «è vicina alla tua e a quelle dei centri prossimi a Messina per la tragedia che state vivendo. La nostra gente si stringe alla tua con forza e commozione, perché ha vissuto direttamente le conseguenze disastrose di una calamità naturale. E condivide pienamente», sottolinea il sindaco aquilano nella lettara, «la rabbia di chi chiede giustizia, se si dovesse accertare che la tragedia abbia avuto la complicità della mano dell'uomo senza scrupoli. Sentiamo il dolore tuo e della tua città come se fosse il nostro. Appena sei mesi fa abbiamo dato l'addio alle nostre vittime. Oggi abbracciamo chi, tra i tuoi concittadini, ha perso i suoi affetti. I messinesi», rimarca Cialente, «sentano gli aquilani come fratelli nel dolore, ma anche nella grande forza di risorgere. Il nostro impegno e ancora concentrato nel rimuovere le macerie. Stiamo ancora lavorando con grande fatica per cercare di dare un tetto a decine di migliaia di persone alle quali il terremoto ha tolto la casa, con la cattiva stagione ormai alle porte. Stiamo proponendo enormi sacrifici nel gettare le fondamenta per la ricostruzione. Ma nonostante questo», prosegue il primo cittadino dell'Aquila nella lettera al sindaco di Messina, «consideraci a tua disposizione, per quello che possiamo fare, visto il disastro che ci circonda. La solidarietà e la generosità degli aquilani, anche se sono ancora alle prese con le conseguenze del sisma di aprile, non mancherà. Abbraccio fraternamente te, così come, sono certo, gli aquilani fanno con i messinesi. Chi, tra loro, ha perso i propri cari e la propria casa deve trovare le forze per ricominciare. Noi saremo con loro».
Nella serata di ieri era salito a 23 il numero delle vittime del nubifragio di Messina. Di queste 13 sono state identificate mentre 10 sono ancora in via di riconoscimento. I dispersi risultano ancora essere una quarantina e 93 i feriti, di cui circa la metà già dimessa dagli ospedali dove avebano ricevuto le prime cure. Gli sfollati sono 524 distribuiti in quattro hotel di Messina e due di Scaletta; solo in 19 hanno provveduto autonomamente con il ricorso ai parenti.
Ben 2.070 sono gli uomini impegnati nelle attività di sgombero dei detriti e di soccorso nel comprensorio della città siciliana con l'utilizzo di 491 mezzi; 150, invece, sono i volontari. Nelle operazioni sono impegnati 22 elicotteri per 130 uscite (100 ore di volo) per attività evacuazione, soccorso, rifornimento viveri e ricognizione.