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Data: 05/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
In 7.600 nelle tendopoli Ma c'è la petizione per non lasciare la città

L'AQUILA. Scende ulteriormente la popolazione alloggiata nelle tendopoli aquilane, con 7.638 persone in 76 campi. Ma la strada per la chiusura definitiva è ancora lunga, con centinaia di persone che, noncuranti del freddo alle porte, si dicono disposte a tutto pur di rimanere all'Aquila.
«RESTIAMO ALL'AQUILA». Se a fine estate erano solo gli «irriducibili di piazza d'Armi» a dichiarare di voler restare nelle tende, la scorsa settimana una delegazione in rappresentanza di otto tra le tendopoli principali cittadine (Campo Globo, Piazza d'Armi, Collemaggio, Centi Colella, Paganica, Coppito, Acquasanta, Ex Italtel) ha incontrato il prefetto, Franco Gabrielli, consegnando oltre trecento firme per indicare la ferma volontà di restare all'Aquila per monitorare da vicino le operazioni di assegnazione degli alloggi provvisori. Non è solo una questione di attaccamento al territorio, stile «L'Aquila bella me». «Ci teniamo», spiega Enza Blundo del comitato Cittadini per Cittadini, «a garantire una presenza vigile e fattiva al processo di ricostruzione della nostra città». Al prefetto i cittadini hanno espresso la preoccupazione di vedersi costretti, nel giro di 24 ore, ad essere trasferiti in località distanti. Del resto, è stato lo stesso sindaco Massimo Cialente, intervenuto ieri in un convegno sul volontariato, a esprimere la difficoltà «a dover convincere delle persone che hanno passato 6 mesi in tendopoli ad andare a Tortoreto».
PIAZZA D'ARMI. Le stesse condizioni di chi ha scelto di restare in tenda a tutti i costi destano preoccupazione. «Siamo rimasti senza mangiare e bere e senza servizi igienici», sottolinea Massimo Cerrone che vive nella tenda 6, «viviamo in una situazione di degrado come se fossimo nel terzo mondo, ignorati da tutti». Di qui, la proposta presentata da Cesidio Santilli al prefetto di far trasferire i pochi ospiti rimasti nella tendopoli dell'Area Globo. «Questa soluzione non sembra convincere però il prefetto», ammette Santilli, «perché ci ha detto sposterebbe il problema solo di qualche settimana».
IL CENSIMENTO. In base agli ultimi dati, sono 89 i campi smantellati dalla Protezione civile. A questi si aggiungono quelli di Pizzoli (campo sportivo) e Civitatomassa, i cui lavori di smantellamento sono stati praticamente ultimati nelle ultime ore. Stessa cosa per la tendopoli di Palombaia di Sassa e Fagnano Alto. All'Aquila si considerano in fase di smantellamento le tendopoli di Murata Gigotti, Ex Italtel 2, Alenia Stazione, Area Globo, Acquasanta, oltre a quelle Sant'Angelo, Pescomaggiore, Tempera Cava, Paganica 3 e di Pagliare nella frazione di Sassa. Chiusura a breve, fuori dal territorio comunale, per Beffi, Acciano, Civita di Bagno, San Martino d'Ocre, Sant'Angelo, Caporciano e Civitaretenga. Chiusi i campi spontanei di Barete, nella frazione Colli, Cese e Casale Calore a Preturo, Ortolano e Borgata Isaia a Campotosto, Pianelle di Tornimparte, Corruzioni e Termine Margherita a Cagnano.
CASE FAMIGLIA. Preoccupazione da parte degli operatori sanitari per la situazione degli undici residenti delle due case famiglia di San Demetrio, attualmente sfollati nella palestra Cus a Centi Colella. La società sportiva ha avanzato più volte la richiesta dell'impianto, per far ripartire le attività, ma la Asl ha richiesto proroghe perché al momento non esiste un'altra soluzione logistica. Così come non ci sono, al momento, possibilità di rientrare per gli assistiti della casa famiglia di Villa Rosa, ospiti di una struttura del gruppo Villa Pini di Atessa dall'inizio dell'emergenza.

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