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Data: 06/10/2009
Testata giornalistica: La Repubblica
Messina, si scava ancora nel fango. Matteoli: «Cosa c'entra il Ponte?»

Il ministro: "Con le migliorie al territorio previste forse il disastro sarebbe stato inferiore"

MESSINA - Prima notte senza pioggia nelle zone colpite dall'alluvione a Messina, dove continuano senza sosta le ricerche dei dispersi rimasti sepolti nel fango e tra i detriti. La Protezione civile ha reso noti i nomi delle vittime identificate dai parenti. Il bilancio provvisorio della tragedia è salito a 26 morti e 34 dispersi. Anche se il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, dirà in serata che "c'è certezza che i dispersi sono in realtà nove". Il cadavere di una donna è stato recuperato in mattinata a Molino, frazione che sovrasta Giampilieri, nella zona più colpita dall'alluvione di Messina. E in serata dalle macerie è stato estratto il corpo seza vita di un bambino, a Giampilieri. Non è stato ancora possibile identificarlo.

I feriti. L'Unità di crisi della Protezione civile a Messina ha fatto sapere che dei circa 100 feriti ricoverati in ospedale dopo l'alluvione, 70 sono stati dimessi. Dei trenta ancora degenti in diverse strutture sanitarie due sono gravi. Hanno riportato ustioni diffuse su tutto il corpo e sono stati trasferiti in due centri specializzati a Catania e a Palermo. Oggi intanto nei luoghi del disastro è giunto anche il presidente del Senato, Renato Schifani.

L'inchiesta. Il medico legale Fabrizio Perri, incaricato dalla Procura della Repubblica di Messina dell'esame esterno sui cadaveri, ha già completato gli accertamenti su 19 delle salme finora recuperate. Nel fascicolo aperto dalla Procura si ipotizza il reato di disastro colposo, al momento a carico di ignoti.

Strade e ferrovie. La ferrovia e la Statale 114 Messina-Catania restano bloccate, mentre sono aperte due corsie dell'autostrada A18, una per direzione.

Berlusconi. Il premier Silvio Berlusconi, che ieri ha sorvolato in elicottero i luoghi della tragedia e ha poi incontrato alcuni sfollati, ha affermato in un'intervista al Gr Rai che i villaggi distrutti dal fango non saranno ricostruiti, perché farlo ''costa troppo e non è sicuro'', ma gli abitanti che hanno perso tutto avranno una nuova casa completamente arredata e dotata delle più moderne tecnologie, come è stato fatto per i terremotati dell'Aquila. Annunciato il blocco delle tasse e dei mutui per i cittadini delle zone alluvionate.

Stanziamenti. Berlusconi ha sottolineato che la necessità, rimarcata da Guido Bertolaso, di stanziare 25 miliardi di euro per mettere in sicurezza il territorio "è una provocazione che il capo della nostra Protezione civile ha ritenuto di dover fare per rendere consapevoli tutti noi che c'è molto da fare".

Contestazioni. Ieri ad aspettare il premier fuori dalla Prefettura, c'erano gli iscritti al movimento NoPonte che non vogliono il Ponte di Messina né "opere faraoniche" ma interventi contro il rischio di nuove frane. Berlusconi ha preferito entrare da una porta secondaria. Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli invece si è beccato le urla dei manifestanti. "Assassini, Assassini", gli hanno gridato. "Aspettavano i morti per discutere del ponte".

Matteoli e il Ponte. "Una situazione disastrosa, anche se poteva andare molto peggio", ha detto oggi il ministro intervenendo a La telefonata su Canale 5. Matteoli ha però assicurato che il Ponte sullo Stretto si farà. Anzi, ha sottolineato, se fossero già inziate le opere collaterali alla realizzazione del ponte vero e proprio, con le ''migliorie al territorio previste'' forse ''il disastro sarebbe stato inferiore''. l ministro, riferendosi alla richiesta del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di pensare più alla sicurezza e meno alle opere faraoniche, dice di ''non sapere se l'allusione fosse al ponte sullo Stretto di Messina. Io non mi permetto di polemizzare col capo dello Stato, però voglio chiedere: cosa c'entra il ponte di Messina?''.

Legambiente. Il presidente dell'associazione, Vittorio Cogliati Dezza, ha attaccato la maxiopera: "Di vero e concreto per la realizzazione di questa inutile e faraonica opera ci sono solo i finanziamenti pubblici di 1, 3 miliardi di euro stanziati dal Cipe questa estate: fondi che andrebbero subito spostati per le necessarie opere di messa in sicurezza delle due aree dello Stretto. La tragedia di Messina dovrebbe far riflettere anche il ministro Matteoli".

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