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Data: 06/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Minzolini resta solo: anche Zavoli lo critica. Non si placa la bufera sul Tg1, il caso in Commissione vigilanza

E Garimberti chiede al direttore Masi un atto di censura formale: sono state nascoste notizie importanti

ROMA. E' sempre bufera sul Tg1 e sul direttore, Augusto Minzolini. Dopo l'editoriale di sabato contro la manifestazione per la libertà di informazione organizzata dalla Federazione delle stampa, i telespettatori hanno intasato la posta elettronica dei giornalisti della testata con mail di protesta durissime. «Siete servi», «Minzolini si deve dimettere», «Vergognatevi», sono solo alcuni dei messaggi indirizzati alle redazioni dell'ammiraglia Rai dal pubblico indignato per la faziosità del direttore. A Saxa Rubra il clima resta pesante. Il comitato di redazione, dopo aver affidato a un comunicato letto domenica nell'edizione delle 20 da Tiziana Ferrario il disagio dei telegiornalisti per la gestione Minzolini, chiede ora un incontro ai vertici Rai per espimergli la propria preoccupazione. «Il Tg1 in tutta la sua storia non è mai stato schierato contro alcuna manifestazione», spiega il cdr. Persino l'ala più vicina al centrodestra della redazione non condivide la linea dell'ex inviato de La Stampa. Francesco Giorgino, capo del politico, avrebbe consigliato al direttore «moderazione».
Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha giudicato quanto accaduto sabato «un comportamento assolutamente irrituale». Concetto che ha ribadito in una lettera inviata ieri al numero uno dell'azienda, Mauro Masi, nella quale chiede al direttore generale un atto di censura formale nei suoi confronti. Garimberti a suo tempo votò a favore della nomina del giornalista che per anni ha seguito il premier, incassando non poche polemiche. Ora però avrebbe interrotto ogni rapporto con Minzolini. A Masi il presidente ha sottolineato quattro, cinque episodi circostanziati nei quali il Tg1 ha omesso di dare notizie. Il che sarebbe assolutamente vietato in base al documento di «reciproco impegno» che l'editore Rai firma con i neodirettori. Il contratto di reciproco impegno vincola i direttori alla «massima corettezza nell'informzione». Minzolini avrebbe il diritto di dire ciò che vuole nei suoi editoriali ma non può nascondere fatti, dichiarazioni e immagini. Il Tg1 invece non ha dato notizie né sulle feste a casa Berlusconi né sulle confessioni di Patrizia D'Addario. Ci sarebbe gli estremi per la rescissione del contratto.
Il caso sarà affrontato mercoledì prossimo dall'ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza. «A nome del Pd proporrò che si tenga al più presto l'audizione di Augusto Minzolini, dopo il suo editoriale di sabato scorso», anticipa Fabrizio Morri. Morri ricorda di avere già chiesto in passato l'audizione del direttore del Tg1 «sia perché è tradizione che la Vigilanza ascolti i direttori dopo il loro insediamento sia perchè era andato in video per spiegare la sua linea editoriale contraria a dare certe notizie: le cose che ha detto nell'editoriale peggiorano un orientamento già chiaro». Sergio Zavoli, presidente della Vigilanza, ha già fatto sapere che la questione dell'ultimo editoriale di Minzolini sarà al centro della sua imminente audizione, «già prevista al pari di quelle degli altri direttori di testata».

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