L'AQUILA. «Non si può andare avanti con le proroghe: per l'occupazione occorrono interventi seri ed organici». Umberto Trasatti, segretario provinciale della Cgil, lancia un nuovo allarme davanti all'esercito di persone senza lavoro. I numeri sul territorio aquilano sono ancora drammatici: 8000 i cassintegrati, altrettanti i liberi professionisti rimasti senza attività.
«E' vero», prosegue Trasatti «ammortizzatori sociali e indennizzi - cifre esigue, tra i 700 e gli 800 euro al mese - sono stati prorogati fino al 31 dicembre. E dopo gli iniziali ritardi, i pagamenti dei contributi stanno ora procedendo. Ma cosa succederà a gennaio del 2010? Ci saranno ulteriori proroghe? Quante saranno le aziende che dovranno chiudere i battenti definitivamente? Quanti aquilani saranno costretti ad emigrare altrove, per trovare una nuova occupazione?». Per affrontare l'emergenza (dalle iniziali 13 settimane di cassa integrazione in deroga concesse ad oltre 1700 imprese e i 3 mesi di contributi per i lavoratori autonomi la situazione è stata tamponata fino al 31 dicembre) il governo ha stanziato in tutto circa 60 milioni di euro. «Ma non si può andare avanti con le proroghe. Anche l'esenzione dall'Irpef, per chi ha redditi molto bassi, risulta inutile. Bisogna invece mettere in piedi interventi seri, che siano in grado di offrire prospettive ad un territorio che già prima del 6 aprile era agonizzante». Le misure individuate finora, secondo la Cgil, sono insufficienti: «La zona franca urbana non basta. Per far ripartire le attività già esistenti occorre pensare ad un complessivo piano di investimenti, a lungo termine».