Iscriviti OnLine
 

Pescara, 26/04/2026
Visitatore n. 753.464



Data: 06/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Lodo Alfano: è incostituzionale? Oggi alla Consulta la sfida sui processi al premier

ROMA. Inizia questa mattina davanti alla Corte Costituzionale l'esame del "lodo Alfano", ovvero della legge che impedisce i processi per le quattro più alte cariche dello Stato (il presidente della Repubblica, il capo del governo, i presidenti di Camera e Senato). L'esame della Consulta, come viene chiamata altrimenti la corte, si rende necessario dopo vari ricorsi motivati dal fatto che il "lodo" sarebbe contrario all'articolo 3 della Costituzione che recita: «Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge».
«Attendiamo fiduciosi la decisione della Corte», ha detto ieri il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, promotore della legge che porta il suo nome. Per la verità Alfano ha solo ripreso, e in parte corretto, un simile provvedimento che era stato proposto, nella scorsa legislatura, dall'attuale presidente del Senato, il "lodo Schifani". Quel "lodo" fece una brutta fine, fu bocciato dalla Consulta.
Il primo interessato alla sentenza della Corte Costituzionale è certamente Silvio Berlusconi. Infatti sul suo capo pende un processo a Milano per corruzione in atti giudiziari. Si tratta di un'accusa pesante, l'accusa di aver corrotto un testimone, l'avvocato inglese David Mills, perché dicesse bugie in un processo per corruzione a funzionari e dirigenti Fininvest. Mills e Berlusconi erano stati insieme rinviati a giudizio, ma mentre il processo al legale inglese è proseguito (e terminato di recente con una condanna), il processo a Berlusconi resta fermo. Se la Consulta annullerà il "lodo Alfano", giudicandolo non conforme alla Costituzione, allora il processo a Milano potrà riprendere. A questo punto, però, va spiegato che il collegio che ha appena giudicato Mills andrebbe completamente sostituito (perché la condanna del primo imputato costituisce un pregiudizio). Insomma, per la legge, quei giudici si sarebbero già fatti un'idea anche su Berlusconi e per questo non lo possono processare. Allora un nuovo collegio dovrebbe riprendere il processo daccapo, sentire ancora i testimoni, interrogare ex novo il presidente del consiglio (che potrà far valere i suoi impedimenti) e concludere i lavori (al terzo grado di giudizio, in Cassazione) prima che il reato venga annullato dalla prescrizione. A conti fatti sembra impossibile.
Per tornare alla Consulta, ecco che potrebbe definire il "lodo" un legge di importanza costituzionale e dunque imporre al Parlamento di approvarla con una maggioranza qualificata, quella dei due terzi.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it