Eurostar 9760 dello scorso 24 aprile: un viaggio che molti ricorderanno per il ritardo di due ore con cui i viaggiatori partiti da Pescara sono arrivati a destinazione, Milano centrale. Una giornata nera per quanti hanno dovuto rimandare impegni e appuntamenti a causa di un ritardo che Trenitalia non intende nemmeno rimborsare. «Oltre al danno la beffa», sbotta inviperita Mariarita S. che in questi giorni ha ricevuto la lettera con cui viene comunicata il no al risarcimento. Si legge: «Il ritardo rilevato di 119,5 minuti è stato determinato in corso di viaggio da cause non attribuibili a Trenitalia, in particolare 112 minuti sono da attribuire ad avverse cause metereologiche, il residuo dei minuti maturato non supera il limite dei 30 oltre ai quali è appunto consentita la richesta di rimborso». «Una vera presa in giro - aggiunge - non solo perchè le "avverse condizioni meteo" non si sono verificate all'improvviso, le abbondanti piogge nella tratta molisana avevano allertato le forze dell'ordine già il giorno prima, dunque Trenitalia aveva tutto il tempo per attrezzarsi. Ma poi, come si può essere così specifici nel rilevare che oltre cento minuti sono da attribuire alla pioggia e solo sette all'azienda?». Molti gli universitari, mamme con bambini, famiglie e professonisti che hanno avuto disagi pesanti, con coincidenze saltate e altri supplementi da pagare per ulteriori treni. «Dovevo parlare a una conferenza al salone dell'arredo a Milano - ha detto l'architetto Silvana F.- ho dovuto saltare il turno. Sono arrivata alla fine cercando di salvare il salvabile, con tutto il lavoro preparato dalla nostra equipe per il laboratorio di design. Un dramma. E se la vogliono cavare con un semplice "chiediamo scusa per il disagio"? Ci vuole coraggio nel trattare in questo modo i clienti, con quello che costa il biglietto. Avrebbero potuto pensare a un treno sostitutivo o a un pullman, visto che la pioggia è caduta in Molise, ma non a Pescara dove siamo stati oltre un'ora ad aspettare un treno partito dalla Puglia». Dall'associazione dei consumatori: «Sono lettere-fotocopia - dice Alberto Corraro, responsabile dell'Adiconsum Cisl -. Unico rimedio è la conciliazione. Lo hanno fatto per la tratta Milano-Napoli e sarebbe discriminante se non l'attuassero anche su altre percorrenze. L'auspicio per il 2010 è proprio quello di un trattamento paritario per i clienti: non devono esistere viaggiatori di serie B, visto che tutti pagano il biglietto e hanno gli stessi diritti. E' inconcepibile un comportamento simile delle Fs. Di solito con le conciliazioni si arriva alla soluzione, a costo zero per il cliente». Un secco: «No comment» è invece la risposta di Trenitalia.