CONTRO il bus della vergogna - il mezzo pubblico Atm blindato usato dai vigili urbani per rastrellare gli immigrati trovati senza biglietto su tram e autobus - non solo un presidio di protesta ieri di fronte a Palazzo Marino, voluto da Sinistra e Libertà, ma anche una interrogazione parlamentare del Pd, firmata da Emanuele Fiano. L'onorevole, candidato alla segreteria regionale del Pd in Lombardia, ha chiesto al ministro dell'Interno Maroni, tra le altre cose, se tale pratica «rientri nei poteri conferiti dal pacchetto sicurezza, se il tipo di trattamento a cui sono stati sottoposti gli immigrati sia coerente con quanto previsto dagli standard internazionali sui diritti umani». «È una pratica illegittima e incivile, che non affronta affatto il problema» dice Fiano.E pure il candidato alla segreteria nazionale del Pd, Ignazio Marino, che ieri pomeriggio è passato in piazza Scala al presidio, ha criticato l'uso dei bus blindati. «È un cammino che crea ulteriore insicurezza e divisioni, l'integrazione non si ottiene né con le ronde, né con gli autobus con le sbarre. A Milano il centro destra governa ormai da un terzo di secolo,i problemi della sicurezza non possono certo essere imputati al centro sinistra». Per Maurizio Martina, segretario regionale del Pd, «sia Comune che Atm devono chiarire la propria posizione nei confronti di una iniziativa inquietante, non risolutiva, che dà un segnale sbagliato alla città». «Ciò che sta accadendo a Milano è un ulteriore ed estremo atto di forzatura sui diritti umani - aggiunge Giuseppe Civati, esponente del Pd- . Il presidio a Palazzo Marino, indetto da Sinistra e Libertà, non solo è giusto ma necessario». Al presidio contro i bus della vergogna hanno partecipato circa un centinaio di persone. «Lo considero un successo, avevo previsto meno gente - commenta Daniele Farina, ex rappresentante della sinistra radicale e ora di Sinistra e Libertà - . Su certi temi non c'è una forte mobilitazione a Milano, si dà per scontato che ormai questa città si sia assuefatta alle peggiori nefandezze. Ma forse non è più così vero, e questa manifestazione lo dimostra»