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Data: 07/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Cosa accade se la Corte boccia lo "scudo" al premier Berlusconi ha tre processi in corso

MILANO. Silvio Berlusconi ha tre procedimenti penali in corso, due a Milano e uno a Roma. La decisione che sarà presa dalla Corte Costituzionale lo riguarda molto da vicino perché, dal via libera o meno al "lodo Alfano", dipenderà la ripresa dei procedimenti. Infatti il "lodo Alfano" (dal nome del ministro della Giustizia che ha presentato la legge) blocca i procedimenti in corso per le più alte cariche dello Stato anche per fatti commessi in precedenza, quando non rivestivano queste cariche (è il caso di Berlusconi che all'epoca dei fatti era un semplice deputato).
A Milano Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari. Secondo l'accusa avrebbe corrotto l'avvocato inglese Davis Mills con un'ingente somma (600 mila dollari) perché Mills (che è stato a lungo l'avvocato estero della Fininvest) dicesse il falso (o tacesse il vero) in un processo che ha visto coinvolti i principali esponenti del Biscione. Il processo, va detto, era partito con Berlusconi e Mills alla sbarra, ma il "lodo Alfano" aveva bloccato il processo al premier (la sua posizione era stata stralciata) e la sentenza (nel febbraio scorso) è arrivata solo per Mills: 4 anni e 6 mesi. Il "lodo", per Berlusconi, sospende il processo per tutta la durata della carica e, se resterà a Palazzo Chigi, tutto sarà bloccato fino al 2013.
Se il "lodo" sarà dichiarato incostituzionale, il processo riprenderà (ma davanti a un altro collegio) anche se difficilmente potrà arrivare al terzo grado di giudizio (cioè in Cassazione) prima che intervenga la prescrizione (il troppo tempo trascorso dai fatti commessi alla sentenza). Invece nel secondo processo milanese Berlusconi deve rispondere per irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset.
A Roma il giudice per le indagini preliminari (Gip) è chiamato a decidere se rinviare o meno a giudizio il capo del governo, ora solo indagato per istigazione alla corruzione di alcuni senatori eletti all'estero durante la scorsa legislatura.
Se il "lodo" fosse bocciato per violazione dell'articolo 138 della Costituzione, il Parlamento dovrebbe approvare di nuovo la legge, con la maggioranza dei due terzi e con doppia lettura alla Camera e al Senato. In questo caso i processi potrebbero riprendere.

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