Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/04/2026
Visitatore n. 753.419



Data: 07/10/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pressing del Pdl sulla Corte: se boccia l'immunità si contraddice. Il Pd: intimidazioni ai giudici. Maggioranza tesa, governo battuto alla Camera

ROMA - A tarda sera, quando si diffonde la notizia che la sentenza della Consulta sul Lodo Alfano è rinviata a oggi, il governo viene battuto per un solo voto (250 sì, 249 no) alla Camera su un emendamento. Se qualcuno aveva dubbi su tensioni e nervosismi che attraversavano la maggioranza, in attesa della decisione della Corte, questa ne è la riprova. Ma la coincidenza paradossale deriva dall'emendamento (relativo a una legge per l'istituzione del Garante sull'infanzia), presentato dall'Italia dei valori al centro di un aspro confronto con vari esponenti governativi, in particolare con l'avvocato Niccolò Ghedini. Se dall'emiciclo di Montecitorio si è alzato un lunghissimo applauso («grande soddisfazione» è stata espressa dal Pd, ma anche Luisa Santolini, Udc, si è detta «lieta»), nel Pdl hanno liquidato la battuta d'arresto come «un incidente di percorso», parola di Simone Baldelli.
Bisognerà attendere, probabilmente questa mattina, per conoscere l'esito dell'udienza alla Consulta, ma lo scontro politico è incandescente. Le parole di Ghedini, durante l'arringa davanti alla Corte («la legge è uguale per tutti, non necessariamente la sua applicazione»), hanno scatenato la reazione di Pd e Italia dei valori che hanno giudicato «preoccupante» l'intervento. E' un modo, accusano le opposizioni, di fare «terrorismo» contro la Corte, è «un tentativo di legittimare l'applicazione del diritto disuguale». Ma per Ghedini, che ha subito controreplicato, «è in realtà l'ennesimo tentativo di aggredire e condizionare la Corte costituzionale addirittura durante la Camera di Consiglio».
Ma nel centrodestra il dibattito ruota sulla legittimità del lodo. Ignazio La Russa spiega come il testo risponde alle obiezioni che proprio la Corte costituzionale sollevò per il lodo Schifani. Dunque, non c'è problema di legittimità. «Non prendo in considerazione una sentenza negativa», una eventuale bocciatura può essere presa in considerazione «solo con ipotesi politiche e non di diritto». Paolo Bonaiuti, portavoce del premier, sottolinea che non c'è «nessuna immunità, ma solo la sospensione dei processi». In ogni caso, non ne soffrirà il governo, puntualizza Bonaiuti: perché andrà avanti per tutta la legislatura. Denis Verdini, coordinatore Pdl, affronta il nodo di un'eventuale caduta della maggioranza. «Ipotizzare cadute del governo e andare alle elezioni non esiste». Nella sostanza il lodo garantisce «governabilità, attraverso il fatto che i processi non finiscono, non vanno in prescrizione, si sospendono e poi si fanno alla fine del mandato elettorale».
Invece, l'interpretazione della Lega, circa gli scenari che si possono aprire in caso di bocciatura, è di elezioni anticipate. Ma solo in caso estremo. Secondo Roberto Cota, capogruppo alla Camera, «il governo è stato eletto dal popolo e il popolo è sovrano». Nel Pd si alza la voce di Pier Luigi Bersani che invita «ad avere grande rispetto per le decisioni della Corte, qualunque esse siano». Stefano Ceccanti accusa il Pdl di fare «campagna terroristica» e Rosi Bindi parla di un clima «grave e intimidatorio». Dario Franceschini avverte: «Se il Lodo verrà bocciato temo reazioni poco democratiche da parte di Berlusconi». Pier Ferdinando Casini, leader Udc, è cauto: «Non c'è nessuna attesa, non cadrà il mondo. Siamo interessati come tutti alla questione, ma non sarà la fine del mondo». Quanto al futuro, «per ora c'è ancora Berlusconi al governo, non vorrei che si confondessero le speranze con la realtà». Infine, dall'Italia dei Valori, un annuncio di battaglia: in caso di bocciatura, c'è un referendum «di metà legislatura assimilabile a un'elezione anticipata». E Antonio Di Pietro va giù duro: il governo Berlusconi è un «tumore per la democrazia».




www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it