Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/04/2026
Visitatore n. 753.419



Data: 08/10/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Di Orio: «Noi responsabili? Un'infamia» Casa dello studente, il rettore attacca: «Dalla commissione Grandi rischi solo rassicurazioni»

L'AQUILA - «Pensare che ci sia una responsabilità dell'Università nella morte dei nostri studenti è un'infamia». Il rettore, Ferdinando di Orio, torna all'attacco per la seconda volta in pochi giorni. Lo fa perché ha il «sentore» che sull'Ateneo si stiano scatenando «diversi appetiti, non solo in Abruzzo». Un modo, dunque, per scendere in trincea e lottare contro «chi cerca di indebolire l'unica istituzione che è ripartita e che comincia a dare fastidio». Il rettore allude a un disegno più ampio e complesso, ma la scintilla che ha fatto scattare il secondo sfogo in pochi giorni, dopo quello sull'emergenza posti-letto per gli studenti, riguarda un argomento spinoso su cui tanto si è discusso: i crolli alla Casa dello studente. L'Università poteva fare qualcosa? L'edificio poteva essere chiuso dopo la scossa del 30 marzo o evacuato la notte prima del terremoto? Il "caso" è stato rilanciato da un familiare di uno studente morto durante il terremoto. L'uomo ha rilasciato un'intervista televisiva che ha letteralmente mandato su tutte le furie il rettore, che ha annunciato di voler adire le vie legali ipotizzando una diffamazione a mezzo stampa. Di Orio ha premesso di essere «vicino alla famiglia del ragazzo, colpita da un dolore lancinante a cui non c'è rimedio». «Mi sento il padre di tutti gli studenti - ha aggiunto - per cui le perdite subite sono ferite gravi». Però si è sentito spinto a intervenire, «prima di tutto per difendere l'istituzione». È lo stesso di Orio a prendere in mano la trascrizione dell'intervista e a contestarne i punti salienti: «Sono sconcertato da quanto ho sentito. Innanzitutto in quei giorni non ho ricevuto alcuna richiesta di sospensione delle lezioni. Dopo la riunione della commissione Grandi rischi avevo chiesto di poter mettere in campo due geologi dell'Università, ma la possibilità mi è stata negata. Ho ricevuto solo rassicurazioni sullo sciame sismico. Perché avrei dovuto sospendere le lezioni quando fino al sabato precedente la scossa del sei aprile erano aperte le scuole materne, elementari, medie e superiori? Non capisco cosa avrei dovuto fare». Il rettore ha smentito di aver ricevuto esposti da parte degli studenti. È la seconda questione ad agitare maggiormente il rettore: «Si dice che avrei fatto una comunicazione per imporre l'obbligo di firma alle lezioni proprio in quei giorni. È una menzogna, grave per due motivi: non è vero e poi un simile provvedimento non può essere adottato dal rettore. Non c'è stata nessuna comunicazione, nè poteva esserci». Il terzo punto riguarda le competenze dell'Università. «Resto perplesso. Si tirano in ballo l'Ateneo e la Protezione civile, ma non la Regione, che ha la delega al Diritto allo studio e invece non viene neanche sfiorata dalle polemiche. Da ben 31 anni l'Università non ha più competenze in materia. Dunque non potevo imporre alcunché».
Il rettore rifiuta, dunque, il ragionamento secondo cui l'Università avrebbe potuto in qualche modo evitare la tragedia. «Le rassicurazioni che mi sono state fornite da Prefettura e commissione Grandi rischi - ha specificato di Orio - ci hanno indotto ad andare avanti, come del resto è accaduto in tutta la città, comprese le scuole frequentate dai bambini». Le accuse, secondo il rettore, sono funzionali a un paradigma: «Sono convinto che l'Università dà fastidio a livello regionale. Ma non si illuda nessuno. Difenderemo l'istituzione con le unghie e con i denti e soprattutto resteremo all'Aquila, anche sopportando le infamie. Il rettore è pro-tempore, l'Università no». Proprio oggi verranno illustrati i dettagli di un'operazione con la quale l'Ateneo, «pur non avendone competenza», ha reperito 212 posti letto alla Reiss Romoli. «L'unica risposta all'emergenza: per il resto non si fa nulla» ha chiuso di Orio con vena polemica.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it