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Pescara, 24/04/2026
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Data: 08/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Fiom: industrie abruzzesi in crisi la Regione non stia a guardare. Di Matteo: Chiodi convochi una riunione sulle emergenze. Domani sciopero della Fiom manifestazioni in cinque città

PESCARA. Le grandi multinazionali del settore metalmeccanico stanno rimettendo in discussione tutti i progetti che dovevano portare avanti in Abruzzo e le aziende locali del settore non hanno più neppure i fondi per anticipare la cassa integrazione guadagni. Sono questi gli effetti drammatici della crisi che sta travolgendo il comparto, causando inevitabilmente una riduzione del lavoro che getta nello sconforto il sindacato. La Fiom Cgil, rappresentata a livello regionale da Nicola Di Matteo, è pronta a salire sulle barricate contro la Regione Abruzzo che dovrebbe «intervenire e aprire un tavolo sulla questione».
«La situazione generale è più nera che mai», spiega Di Matteo insieme ai responsabili territoriali del sindacato, Antonio Iovito, Marco Di Rocco e Giampiero Tozzi, responsabili della Fiom rispettivamente per i territori di Pescara, Chieti e Teramo, «le iniziative produttive che Sevel, Honda e Micron intendevano portare avanti in questa regione stanno saltando o sono state ridimensionate, ed è sufficiente dire che i numeri della Sevel sembrano destinati a passare da 290 mila furgoni a 170mila mentre per l'anno prossimo si parla di 130mila mezzi. Tutta colpa della crisi», fa notare Di Matteo, «ma il problema rischia di diventare ancora più evidente se per la Fiar dovesse saltare l'accordo coi francesi, e sembra che ci sia anche questo rischio». Le cose, per il sindacato, sembrano non andare meglio alla Honda, dove ci sono già stati dei licenziamenti e se ne rischiano altri, o alla Merker, dove è stato promosso un accordo sulla cassa integrazione. E poi, ancora, l'allarme riguarda la Bentel di Teramo, con 154 posti in bilico, e l'Atr, passata da 930 a 800 unità, mentre ci sono altre aziende che segnalano di non avere le risorse per la cassa integrazione guadagni ordinaria.
«La Regione», dice Di Matteo, «deve aprire un tavolo sulla crisi, per capire come siamo messi e discutere gli interventi da promuovere per salvare migliaia di posti di lavoro, evitare di chiudere le fabbriche e puntare alla cassa integrazione. Di tutto questo vogliamo parlare con la massima istituzione regionale, che potrebbe intervenire anche sui tavoli nazionali». La Fiom non intende aspettare ancora molto, anche perché non è la prima volta «che chiediamo al governo Chiodi di intervenire».

Metalmeccanici Cgil: no a licenziamenti e accordo separato

Domani sciopero della Fiom manifestazioni in cinque città

ROMA. «Si configura come la manifestazione operaia più grossa che si sia svolta, in questa fase, in tutta Europa». Così il leader della Fiom, Gianni Rinaldini, presenta lo sciopero nazionale, di 8 ore, dei metalmeccanici di domani «contro i licenziamenti e contro l'accordo separato» che si profila sul rinnovo del contratto, per «difendere il contratto nazionale e la democrazia». Cinque manifestazioni: a Palermo, Napoli, Roma, Firenze e Milano. Tutte saranno aperte con lo striscione ?Fermiamoli'. Sono già mille i pullman che raggiungeranno le città. A Milano la manifestazione sarà chiusa dall'intervento di Rinaldini, mentre a Roma il corteo si concluderà davanti alla Rai in viale Mazzini. La Fiom ritiene che si dia una rappresentazione falsata della realtà. La Uilm giudica lo sciopero inutile e controproducente; Fim Cisl: forse il vero obiettivo è impedire la firma contratto.

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