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Data: 09/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Bindi: io offesa con tutte le donne. Bufera sul premier dopo "Porta a Porta" (Guarda il video)

ROMA. «Sgomento e indignazione». Le donne del Partito democratico, e per fortuna non solo loro, condannano senza appello gli insulti di Silvio Berlusconi a Rosy Bindi. Intervenuto telefonicamente durante il "Porta e Porta" (Guarda il video) dedicato alla bocciatura del lodo Alfano il premier ha detto alla Bindi: «Lei è più bella che intelligente». Immediata la replica della parlamentare toscana: «Evidentemente io sono una donna che non è a sua disposizione».
«Ci tengo a precisare che ho reagito non per difendere me dalle offese di Berlusconi che non mi sfiorano minimamente», dice ora l'ex ministro.
«Mi sono sentita di reagire perché penso di doverlo fare a nome di tutte le donne - ha continuato Rosy Bindi - perché questo presidente del Consiglio ha una concezione strumentale delle donne, veicola messaggi pericolosi a questo Paese ed è arrivato il momento che le donne reagiscano davvero», dice l'esponente del Pd. E sono proprio le democratiche le prime a farlo.
Parole rozze, volgari, quelle del presidente del Consiglio. «Grande è lo sgomento e grande è l'indignazione, ma ancora più grande è la nostra convinzione: la democrazia non è un bene disponibile per Berlusconi così come non lo è la dignità delle donne», dicono le donne democratiche, chiedendo al premier pubbliche scuse per le parole pronunciate a "Porta a Porta".
Paolo Bonaiuti, che di Berlusconi è il portavoce, si arrampica sugli specchi: «Questi sono momenti di estrema concitazione, sono cose che possono succedere». Succedere, certo.
Le scuse non arrivano e allora ci pensa Giovanna Melandri a restituire pan per focaccia al premier. «Questa volta il presidente del Consiglio ha dimostrato di essere più alto che educato», dice la responsabile Cultura del Pd. Per la Melandri la «giornata non proprio felice» ha fatto saltare a Berlusconi «ogni freno inibitorio».
Rincara Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato. L'offesa gratuita dimostra «ancora una volta, e se ce ne fosse stato bisogno, tutta la pochezza della concezione che Berlusconi ha delle donne».
Di un premier «sguaiato» parla Barbara Pollastrini, ex ministro prodiano alle Pari opportunità. Solidarietà alla Bindi esprime anche Emma Bonino che parla di «modi impressionanti». «Questo modo inaccettabile di rivolgersi alle donne esprime una visione di fondo che si ha del mondo femminile», ricorda la leader radicale. Ovviamente anche i vertici del partito sono solidali con Rosy Bindi. Dario Franceschini ha voluto telefonarle per esprimerle la sua solidarietà per «le offese volgari del premier». Per Antonello Soro, capogruppo a Montecitorio, le parole del premier sono il segno ulteriore «della degenerazione di una stagione politica in cui al governo siedono persone prive di equilibrio e di senso delle istituzioni». Durissimo anche Nichi Vendola: «Sono parole da camerata», dice, mentre su facebook scatta immediata la solidarietà da parte delle donne.
Non è la prima volta che la Bindi è oggetto di offese. Vittorio Sgarbi ha voluto rivendicare il copyright della frase berlusconiana. Correva il 1993. Nel 2006 il senatore di An, Maurizio Saia la definì «lesbica».
Scoppiò una tale bagarre che Gianfranco Fini dovette intervenire dando dell'imbecille al suo senatore.
L'unica a non perdere le staffe fu proprio Rosy Bindi. «Mi spiace per il senatore Saia, - affermò - ma anche se ho rinunciato a sposarmi mi piacciono gli uomini educati, rispettosi delle donne, intelligenti e possibilmente belli».
E, prima di ricevere le scuse, la Bindi arrivò a ringraziare Saia: «Vista la mole di sms ricevuti chissà che non trovo l'uomo giusto proprio adesso...». L'anno precedente, il 2005, parlando a un convegno Francesco Storace la punzecchiò sostenendo che la Bindi «non è neppure una donna».
A differenza di Berlusconi, però, Storace le chiese scusa e le fece recapitare a casa un grande mazzo di rose.

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