PESCASSEROLI. Più che l'intensità è la frequenza a impressionare: cento scosse negli ultimi tre giorni (dal 6 all'8 ottobre), e undici scosse di magnitudo comprese tra i 2 e i 3.9 gradi dal 6 agosto fino alla giornata di ieri. L'ultima scossa di ieri è stata avvertita alle ore 15,33 ed è stata di magnitudo 2.4, ma dodici ore prima, nella notte scorsa, tra le ore 2,51 e le 2,53, si erano già registrate due scosse forti, pari a una magnitudo di 3.5 e 3.4.
Sembra una vecchia cronaca dello sciame sismico della faglia dell'Aquilano, e invece stiamo parlando della «Zona Cassino», una delle faglie «più sorvegliate» dai sismologi in Italia che si trova nel cuore del Frusinate, a pochi chilometri da Pescasseroli e Opi, nel Parco nazionale d'Abruzzo e a ridosso della Marsica.
La notte scorsa queste due scosse registrate a distanza di due minuti l'una dall'altra hanno riversato in strada gli abitanti di Pescasseroli, Opi e Villetta Barrea. Centinaia di persone in strada nel cuore della notte. Il sindaco di Pescasseroli, Nunzio Finamore, ha riacceso le luci del municipio in piazza Sant'Antonio restando nel suo ufficio fino alle 5,30 del mattino. «La piazza era piena di cittadini. Alla seconda scossa in molti sono usciti in strada e hanno avuto paura di rientrare nelle proprie abitazioni», ha detto il sindaco.
Stessa scena a Opi. Le due scosse sono state avvertite distintamente anche a Villetta Barrea e Civitella Alfedena. Il panico tra gli abitanti dell'area si nutre anche dell'ultimo terremoto che risale al 7 maggio 1984, quando una scossa dell'ottavo grado della scala Mercalli (circa 6 gradi Richter), con epicentro San Donato Valcomino, seminò crolli e distruzione nell'alto Lazio e nei paesi abruzzesi.
Ieri gli edifici hanno tremato anche a Bisegna, a Balsorano e nella Vallelonga, e le due scosse sono state avvertite anche nei piani alti di alcuni palazzi di Avezzano e Celano.
«Prefettura e Protezione civile ci hanno confermato che la zona è monitorata e che si tratta di normale attività sismica», risponde Finamore ai cittadini preoccupati. E intanto ha predisposto un piano di accoglienza per i cittadini in due strutture: palestra e tensostruttura degli albergatori.
«Già da questa sera (ieri sera) queste strutture di accoglienza sono a disposizione di quanti preferiscono evitare di stare in casa, ma invito comunque alla calma e ad evitare il panico. Il terremoto non si può prevedere». Le abitazioni civili dell'area, dopo il sisma dell'84 vennero messe in sicurezza. I muri sono stati ingabbiati con una rete metallica ancorata all'esterno e all'interno della struttura. Alcuni uffici pubblici di Pescasseroli risultano invece ancora nella lista delle strutture a rischio stilata nel 2003 da Abruzzo Engineering. «Il piano di emergenza è aggiornato al 2003 e le ipotesi di crollo si riferiscono a un valore medio di 4-10 crolli fino a 7.5 di magnitudo. La nostra zona è sismica e dobbiamo conviverci senza panico. Tra l'altro», conclude il sindaco di Pescasseroli «neanche il terremoto dell'84 fece registrare gravi perdite. Quindi si alla giusta informazione, ma evitiamo gli allarmismi».
ha collaborato Loretta Montenero