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Pescara, 22/04/2026
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Data: 11/10/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Russo: «La filovia non si ferma». Cresce il degrado sull'ex tracciato. Renzetti: «La Gtm s'è limitata ad eseguire il suo compito. Il resto dipende dalla Regione e dai due Comuni interessati»

Più strada che parco. E' questa l'impressione che se ne ha percorrendola. Lentamente.
Erbacce che rendono impraticabili i marciapiedi, pali divelti e cartacce nelle aiuole. Sporcizia varia. Ma l'emblema dell'incuria è il vecchio frigo abbandonato (vedi foto) nel bel mezzo della lingua d'asfalto sulla cui destinazione si discute e ci si scontra da anni. E ieri è andato in scena solo l'ennesimo atto di questa querelle. Nella sala consiliare del Comune il contraddittorio voluto dal Pd con Michele Russo come "imputato". Il presidente della Gtm "colpevole" di voler portare avanti l'appalto della filovia. Dagli uomini del Pd dovevano uscire proposte. Ma è bastato passare mezz'ora seduti tra i pochi presenti per sentire Russo ripetere che «il progetto andrà avanti: cambiare costerebbe troppo per via della penale». Dichiarazione tranchant in risposta alle -parole sue- «utopistiche proposte» di Lello Giammorretti, dell'associazione Proposta popolare, che aveva spinto proprio sull'ipotesi di «arrestare i lavori; pagare i danni; fare il bene dei cittadini; ripensare al Minuetto, la metropolitana di superficie». Ma in questo parlare di tutto e del suo contrario gli irriducibili che vorrebbero che la strada parco restasse riservata a pedoni e ciclisti hanno di nuovo alzato la voce. Con scarsi risultati, per non dire nulli. «La Gtm», ha confessato Donato Renzetti, predecessore di Russo al vertice della società di trasporti, «s'è limitata ad eseguire il suo compito. Il resto dipende dalla Regione e dai due Comuni interessati». Due? Al momento. Perché per Antonio Castricone, segretario provinciale Pd, il vero nodo sarebbe «estendere il servizio filobus almeno da Città Sant'Angelo fino a Francavilla. Altrimenti rischiamo di fare un minibus». Comunque, mentre le chiacchiere si moltiplicano c'è chi, come Mirko Frattarelli del Pd, su Facebook ha contato il tempo che ha dovuto attendere l'ennesima panchina sfasciata dai vandali prima di essere riparata: oltre cinquanta giorni (l'hanno buttata via, in verità, dei cittadini, non Attiva). Tutto questo nonostante fosse sotto gli occhi di tutti. E se è andata così per una panchina, chissà quanto ne dovrà ancora passare, di tempo, per il piano della filovia che con le sue ipotetiche varianti, dopo decenni, è ancora confinato sulle carte dei progettisti.

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