La presidente degli industriali incoraggia il governo: vada avanti
ROMA. Un nuovo attacco, indiretto, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma anche il disegno di legge per reintrodurre l'immunità parlamentare. Il dopo Lodo Alfano infiamma ancora il dibattito politico. L'attacco di Berlusconi al presidente della Repubblica Napolitano questa volta non arriva direttamente, come accaduto subito dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, ma dalle colonne del Giornale di Vittorio Feltri, il quotidiano della famiglia del premier. «Niente funerali per evitare Silvio», titolava ieri il quotidiano, sostenendo che l'assenza del capo dello Stato a Messina sia stata dettata dal timore di incontrare a quattr'occhi il premier.
In difesa di Napolitano sono scesi in campo Partito democratico e Udc, ma soprattutto si è levata la voce del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, a Salerno per partecipare a un forum: «Non dobbiamo scassare le istituzioni», ammonisce all'indirizzo di quanti stanno cercando, nel centrodestra, di fare opera di demolizione per creare l'area protetta intorno a Berlusconi. «Rispetto delle istituzioni, ma non si deve neanche approfittare dell'esito del lodo Alfano per delegittimare il governo».
Il senatore del Pdl Lucio Malan, intanto, ha presentato un disegno di legge per reintrodurla e il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto ipotizza di aprire, dopo il congresso del Pd, il dialogo con le opposizioni sulle riforme e mette l'immunità tra i temi di un'organica riforma della giustizia. Ma le opposizioni fanno muro. Nel ddl, presentato a Palazzo Madama, Malan ricorda che l'immunità fu introdotta dai padri Costituenti e «fu un errore modificarlo nel 1993 sull'onda della piazza». Lo spirito della proposta del senatore Pdl è «la volontà di riportare l'armonia e l'equilibrio tra le istituzioni». Proposta che Cicchitto inserisce in un pacchetto di riforme. «Nessun tema - sostiene il capogruppo Pdl - può essere considerato un tabù intoccabile se si vuole riformare lo Stato, rinnovare le istituzioni e ridisegnare quei rapporti tra politica e magistratura che sono stati devastati nel'92-'94 dal circolo mediatico-giudiziario». L'opposizione è contraria. Per Pier Luigi Bersani più che l'immunità è il caso di affrontare la riforma della legge elettorale, mentre il leader Udc Pier Ferdinando Casini taglia corto: «Ripristinarla è pura follia».
La miccia della bomba contro Napolitano è accesa dal Giornale che dopo quotidiani e giornalisti (come il caso Boffo), alza il tiro fino alla più alta carica dello Stato. «Napolitano non rende omaggio alle vittime di Messina» scrive. Dal Quirinale nessuna replica, anche se in ambienti vicino al Colle si ribadisce che l'assenza di Napolitano ai funerali di Stato è dovuta al riacutizzarsi di un dolore a una caviglia. Un problema che avrebbe costretto il presidente a fare ricorso a un tutore.
Nel Pdl non c'è alcuna intenzione di abbassare il tono dello scontro. Tutt'altro. Illuminante quanto sostiene Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati Pdl, nella replica allo sdegno manifestato da Vannino Chiti e Anna Finocchiaro (Pd) nei confronti del Giornale. «Feltri è l'esecutore e Berlusconi la mente degli attacchi a Napolitano. Di grazia, senatore Chiti: chi è il mandante degli attacchi di Michele Santoro al presidente del consiglio? Certe manifestazioni di ipocrisia puzzano lontano un miglio». E' sempre rissa, insomma. E mentre D'Alema sostiene che «in un paese normale Berlusconi si sarebbe già dimesso, lo avrebbe costretto il suo partito», il segretario del Pd Franceschini parla di «attacchi sempre più volgari e inqualificabili».