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Pescara, 24/04/2026
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Data: 11/10/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tendopoli, parte lo smantellamento definitivo. Lettera di Bertolaso e Cialente ai cittadini: «Collaborate, l'operazione non è più rinviabile»

L'AQUILA - Settemila famiglie ancora senza casa, stallo per i lavori di riparazione a causa delle lungaggini burocratiche, gente ancora nelle tende. Il sindaco Massimo Cialente parla di «situazione drammatica»: «Bisogna aggiungere anche altre migliaia di persone che ancora stanno cercando in maniera autonoma una casa, un tetto, un qualcosa dove poter passare l'inverno». All'origine dell'incertezza ci sarebbe il «farraginoso meccanismo burocratico» per la richiesta dei finanziamenti. «Una situazione del genere - ha aggiunto Cialente - rischia, oltre che essere un problema sociale, di trasformarsi in un problema di ordine pubblico». È anche per questo che ieri Cialente e Guido Bertolaso hanno firmato insieme una lettera rivolta agli aquilani che ancora si trovano nelle tende. Un invito a collaborare, ad avere pazienza, ad accettare le motivazioni con le quali «si rende necessario e indifferibile il trasferimento delle famiglie in alloggi provvisori di altro tipo, all'Aquila, nell'entroterra aquilano e sulla costa». Nella lettera è scritto che l'inverno è alle porte e non ci si può permettere «una nuova emergenza nell'emergenza». Da ieri, dunque, è partita l'ultima fase dello sgombero delle tendopoli. Durerà qualche giorno appena ed è lecito pensare che non sarà indolore. «Vi chiediamo - scrivono Cialente e Bertolaso - di rispettare le indicazioni, in particolare le date di abbandono». Nella missiva sono indicate le soluzioni adottate finora (Map, progetto Case, autonoma sistemazione) e gli obiettivi: un tetto per tutti coloro che hanno casa E, F o in zona rossa e soluzioni per le B e le C costrette a lavori lunghi. «Non è stato facile - ha commentato Cialente - sottoscrivere un documento in cui si chiede ai cittadini che sono ancora nelle tendopoli pazienza e collaborazione, soprattutto dopo sei mesi in cui gli stessi vivono in tale condizione e alla vigilia dell'imminente ingresso della cattiva stagione. Ma la situazione così come è adesso comporta la necessità di dover seguire un percorso che, comunque, permetterà a tutti gli aquilani di avere un tetto sulla testa entro la fine dell'anno». Intanto l'ipotesi di richiedere una proroga per la presentazione delle domande per i lavori delle case B e C, chiesta ufficialmente l'altro giorno dai consiglieri regionali Luca Ricciuti e Giuseppe Di Pangrazio, fa proseliti. Ieri sono intervenuti alcuni consiglieri comunali (Piero Di Piero, Vito Albano, Vincenzo Rivera, Pierluigi Mancini e Angelo Orsini) che hanno sottolineato come «una mancata proroga potrebbe costringere i tecnici alla compilazione di progettazioni generiche che si materializzerebbero in complicazioni durante le fasi di esecuzione, quali riserve e blocchi dei lavori da parte delle ditte esecutrici, creando un ulteriori disagi». Ieri, infine, sono stati consegnati altri trecento appartamenti tra Cese e Bazzano.

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