L'AQUILA. Un via vai di auto. Qualcuno si ferma per chiedere a una pattuglia della polizia, che staziona sul piazzale, dov'è via Battisti. «Sono due volte che faccio il giro, sarà mica quella strada ancora da asfaltare?» insiste un uomo alla guida di un'auto carica di pacchi. Alla fine riesce a ritirare le chiavi della sua nuova casa.
Sono 230 gli alloggi, tra Bazzano e Cese di Preturo. consegnati ieri ad altrettante famiglie sfollate da quel 6 aprile. Al numero 6 di via Mia Martini, a Bazzano, alcuni uomini della Protezione civile aspettano l'arrivo delle famiglie a cui consegnare le chiavi. Tutto intorno un cantiere aperto, con tante palazzine ancora da ultimare. «Ringrazio tutti, ma io sarò felice solo quando potrò rientrare a casa mia» dice con le lacrime agli occhi Domenica Franchi arrivata lì con il marito Giuseppe e i figli Marco e Gianluca. «Questa è una giornata importante, ma la nostra vita è nell'altra casa, in via degli Aragonesi, che speriamo di poter rimettere presto a posto».
«Vedete, è un appartamento bello e spazioso» dice Loredana Di Giambattista. «Siamo in cinque, ma abbiamo tre camere. Ci staremo comodi e poi, da questo balcone riusciamo anche a vedere la nostra casa a Bagno Piccolo». «Il massimo aggiunge il marito Antonio «sarebbe stato avere uno degli appartamenti più sù, in via Fabrizio De André. Ma solo perché tutti in famiglia amiamo le sue canzoni».
«All'indomani del terremoto» racconta Enzo Postiglioni (anch'egli con tre figli) ci vedevamo già condannati a trascorrere qualche anno nei container. Ma i miracoli a volte esistono e queste case sono qui a dimostrarlo».
«Noi abitavamo qui a Bazzano» dice Maria Nicoletta (Lola) Liuzzi già alle prese con spugne e detersivi per dare un tocco di fresco alla casa. «Qui staremo bene, ma non sarà mai come prima. Abbiamo trovato tutto ciò che serve, dalle stoviglie alle coperte, ma abbiamo anche notato una grande diversità tra queste palazzine e le altre, almeno quel che riguarda le rifiniture interne».
«Dopo sei mesi di tenda, finalmente una casa» dicono Marco e Isabella Laurenzi «ma questa sarà una sistemazione provvisoria».
A Cese la scena non cambia. Da un balcone scivola un lenzuolo che inneggia a Berlusconi, «l'uomo che fa miracoli». Sull'altro lato della strada Carlo Aquilio e sua moglie Anna Marta ci mostrano la casa «bella e luminosa».
Sul tavolo dolci e spumante (ma ieri non è stato così per tutti). «E' una giornata bellissima» commentano i coniugi Aquilio, inviando «un grazie affettuoso a Berlusconi e Bertolaso».