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Pescara, 22/04/2026
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Data: 11/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Troppi ultras nei partiti di Luigi Vicinanza

Un patto etico per arginare malcostume politico e scandali. Regole condivise da maggioranza e opposizione per un corretto funzionamento delle istituzioni locali. E' quanto ho proposto due mesi fa, in un precedente articolo, nella speranza che dall'Abruzzo partisse un chiaro segnale in grado di ridare credibilità alla politica e fiducia ai cittadini sempre più nauseati dalle pratiche correnti. Un segnale che potesse metter d'accordo per una volta, proprio su temi istituzionali, sia il centrodestra che il centrosinistra. Quella tesi ha suscitato nei giorni e nelle settimane successive un dibattito vivace ricevendo consensi ma anche critiche, come è giusto in democrazia. Il vicepresidente del consiglio regionale ed ex assessore nella giunta Del Turco, Giovanni D'Amico, ha ipotizzato anche l'opportunità di un'assise pubblica in cui delineare e forse codificare regole di trasparenza e di rigore amministrativo. Idea da provare almeno a mettere in pratica.
Consumata l'estate, però, le buone intenzioni sono appassite come foglie in autunno. Così il consiglio regionale, in una tormentata seduta affollata di franchi tiratori, ha eletto ad una carica rigorosamente di garanzia quella di difensore civico un uomo di partito, noto nell'apparato del Pdl, che ha già una consulenza di primo piano con il Comune di Pescara (come raccontiamo a pagina 17). Un bel calcio alla meritocrazia giustamente invocata dal presidente Chiodi.
E sempre a proposito di meritocrazia, perché nel giro di valzer dei manager Asl Roberto Marzetti, il dirigente che ha dovuto affrontare all'Aquila l'emergenza del terremoto, è stato licenziato? Perché non è stato all'altezza di un dramma senza precedenti (e non sembra che sia questa la motivazione) o perché è conosciuto come di sinistra?
Regole condivise, dunque. Che dire di un assessore provinciale del Pd che insieme a centinaia di giovani va ad assediare di notte la casa del sindaco dello schieramento avversario impedendo di dormire a lui e agli abitanti del vicinato. E' accaduto l'altra notte a Sulmona (la cronaca è all'interno). Passi per le ragazze e i ragazzi, hanno l'attenuante dell'età e della voglia di vivere. Ma se anche chi ricopre cariche istituzionali si mette a giocare all'ultrà, dove si finisce?
Certo, in un paese dove giorno dopo giorno il presidente del consiglio mira a scardinare i delicati equilibri costituzionali e invoca plebisciti incondizionati intorno alla sua persona, c'è poco ormai da meravigliarsi. Resta solo l'allarme per la qualità della nostra democrazia.
Ma è forte la speranza che l'Abruzzo che ha mostrato all'Italia intera dignità e sobrietà nell'affrontare il sisma riesca a differenziarsi anche in questi frangenti. Non credo all'isola felice, ma confido nel valore e nei valori delle classi dirigenti. Vedo poca etica pubblica e tanti meschini calcoli personali. Gli abruzzesi meritano di meglio.

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