Rassegna alla camera di commercio in piazza Vico In esposizione anche documenti e ritagli di giornale
CHIETI. Preziosi documenti di fine Ottocento e diverse centinaia di visitatori registrati in due settimane. Bilancio lusinghiero per la mostra storica sulla filovia allestita nella camera di commercio in piazza Vico. A fare gli onori di casa Franco Amoroso, curatore della mostra con il Comune. Impiegato di lunga data negli uffici filoviari Panoramica, ha scritto un libro sulla filovia dal titolo: «16 luglio 1950. Inaugurazione della linea filoviaria: piccola storia di un grande avvenimento nel trasporto pubblico della città di Chieti».
Il testo sta andando a ruba e verrà presto distribuito in America grazie all'impegno dei vertici del museo nazionale dei trasporti di La Spezia. Ospiti d'onore al taglio del nastro della filovia. Tornata a collegare il colle e lo scalo dopo 17 anni.
«Quello che colpisce», spiega Amoroso, «è come un semplice mezzo di trasporto possa rappresentare l'identità di una città facendola conoscere anche all'estero».
Il percorso a ritroso nel tempo, condito da testimonianze cartacee custodite gelosamente nell'archivio comunale e da foto in bianco e nero, parte dal 1873 con l'inaugurazione della tratta ferroviaria Chieti-Sulmona. Il problema che si presentava davanti agli amministratori teatini del periodo era semplice: la necessità di mettere in comunicazione con un trasporto veloce le due anime della città, colle e scalo. Dilemma che attanaglia Chieti dalla fine dell'Ottocento. «Quando ci si muoveva», ricorda Amoroso, «con carrozze che dal burocratico centro storico si dirigevano nella industrializzata vallata attraversando via Picena per poi raggiungere Madonna delle Piane». Nel 1905 arriva la tranvia. Ad inaugurarla fu re Vittorio Emanuele III come immortalato in una delle bacheche della mostra. «Quella di Chieti fu la prima tranvia urbana d'Italia in grado di aggirare le scomode pendenze di via Colonnetta. Partiva da piazza Grande, percorreva via Arniense, via Padre Alessandro Valignani, il vecchio ingresso dell'istituto industriale e piazzale Sant'Anna, sede di una piccola stazione. Da lì il mezzo», afferma Amoroso, «si dirigeva in via Masci, tagliava il Vallone Fagnano e, dal Tricalle, muoveva verso Madonna delle Piane».
Nell'immediato dopo guerra il primo progetto di filovia datato 1948. Seguirono accese discussioni in città, consigli comunali infuocati e addirittura la formazione di comitati cittadini, divisi tra fautori e contrari alla filovia. Storia documentata nella mostra con tanto di ritagli di giornale e manifesti politici dell'epoca. La costruzione della linea filoviaria iniziò nel '49 e in meno di un anno la filovia fu realizzata e collaudata. Il 16 luglio 1950 l'inaugurazione, ricordata con una decina di scatti in bianco e nero, salutata da una grande partecipazione. La stessa riscontrata quest'anno a 17 anni dall'ultima corsa che risale al 31 dicembre 1992. (j.o.)