Boom per la Croazia, il Comune va alla ricerca dei soldi perduti
«Fino a quattro anni fa il nostro porto era destinato al petrolio e al sale. La stagione 2006 si prepara a consegnarci un altro successo di traffico passeggeri: supereremo certamente le partenze del 2005, che furono circa 60mila». Cifre da record che, traducendo dal "politichese", consentono agli assessori Massimo Luciani e Moreno Di Pietrantonio (è loro la dichiarazione iniziale) di battere (diplomaticamente, s'intende) i pugni sul tavolo e dire al presidente della Regione, Del Turco: «Il porto di Pescara va sostenuto».
E ai due assessori si associa Paola Marchegiani, consigliere comunale della Margherita e voce autorevole, da sempre, a difesa dello sviluppo dello scalo portuale di Pescara: leggere che la stragrande maggioranza delle risorse regionali sta per essere investita sul porto di Ortona, col rischio che a Pescara vengano negate anche le briciole (leggi 10-15 milioni di euro per trasformare in realtà il nuovo Piano regolatore portuale) non poteva passare sotto silenzio. Il presidente Del Turco ha dichiarato nella sua Collelongo che ogni porto abruzzese potrà svilupparsi seguendo la prorpia vocazione - che per Pescara è quella passeggeri, cioè turistica - salvo poi non spiegare come, quanto e a chi saranno ripartiti i finanziamenti: dei quali, nella relazione consegnata al ministro Del Turco, non risulta traccia, almeno per Pescara.
Rispettosi del ruolo proprio e di quello altrui, gli assessori Di Pietrantonio e Luciani sottolineano dunque la necessità «che l'amministrazione comunale sia affiancata anche dagli altri enti ed amministrazioni su grandi temi legati alle problematiche del dragaggio del fiume e allo smaltimento dei fanghi, allo sviluppo dell'ex Cofa e per lo sviluppo del porto e del suo piano regolatore. D'Alfonso andrà il 28 a Rijeka per discutere con i dirigenti della Jadrolinija della possibilità del potenziamento della linea per l'intera annualità. Ricordando (a Del Turco?) che Pescara è oggi porto membro di medCruise e ricordando, all'oppositore Masci, che i successi di questa amministrazione sul fronte del porto sono evidenti.
Secondo Paola Marchegiani, «la Regione deve avere la funzione di regia nella pianificazione della portualità - spiega -. Non si può ignorare che nessuno degli scali portuali abruzzesi abbia le dimensioni e le capacità di soddisfare le esigenze di tutto il nostro territorio, quindi concentrare tutte le risorse su un solo scalo significherebbe svilire e danneggiare le funzioni degli altri». Insomma, meglio rifarsi due conti o altrimenti addio alle ambizioni di turisti o addirittura croceristi. Seguita perciò la Marchegiani: «E' necessario allora che la Regione attui una strategia armonica e coordinata su tutto il sistema portuale regionale in modo parallelo le vocazioni già esistenti e ne deriverebbe un servizio altamente qualitativo e vantaggioso per tutti». Al contrario, il documento consegnato dalla giunta regionale al ministro Di Pietro «in cui si prospetta l'ipotesi di concentrare tutte le risorse sul porto di Ortona crea un forte allarme. Spero che i rappresentanti regionali pescaresi della Margherita possano verificare il reale impegno dei fondi regionali per il nuovo Prp del capoluogo adriatico ed auspico che ci possa essere un serio ripensamento sulla strategia da seguire per il futuro di Pescara, "città portale" e portuale, proiettata verso i Balcani».