Il governatore di Bankitalia chiede interventi immediati: "Il mercato del lavoro è diventato più flessibile, bisogna adeguarsi"
Alzare "significativamente" l'età pensionabile e intervenire sugli ammortizzatori sociali con una riforma urgente. Sono le richieste del governatore di Bankitalia, Mario Draghi, che illustra così la sua exit strategy dalla crisi in una lezione tenuta al collegio Carlo Alberto di Moncalieri (Torino). "Superata la fase di emergenza - ha detto - resta la necessità di adeguare il nostro sistema di ammortizzatori sociali a un mercato del lavoro diventato più flessibile". È questo il modo, spiega il governatore, "per favorire la mobilità del lavoro, accrescere l'efficienza produttiva, rafforzare la tutela dei lavoratori e aumentare l'equità sociale".
Quanto alle pensioni, ha aggiunto, "per assicurare prestazioni di importo adeguato a un numero crescente di pensionati è indispensabile un aumento significativo dell'età media effettiva". Spostare l'asticella verso l'alto, dice poi, "potrà contribuire, insieme ad azioni che consentano di rendere più flessibili orari e salari dei lavoratori più anziani, a elevare il tasso di attività e a sostenere la crescita potenziale dell'economia".
L'invito di Draghi è quello di mantenere l'architettura mista del nostro sistema pensionistico. Da una parte, infatti, "gli effetti della crisi finanziaria devono esortarci a introdurre correttivi che riducano i rischi di investimento del pilastro a capitalizzazione, soprattutto per i lavoratori prossimi al pensionamento". Dall'altra, però, resta valido "l'auspicio formulato quindici anni fa da Castellino per la definizione di un ?sistema previdenziale equo e finanziariamente equilibrato, che non debba essere oggetto di ulteriori revisioni le quali (o anche soltanto l'attesa delle quali) genererebbero incertezze, ansie e tensioni'".
Contro l'indigenza tra i più anziani, ha aggiunto, "sono necessari interventi selettivi da attuarsi con strumenti di natura assistenziale". Negli ultimi decenni, ha spiegto il numero uno di Palazzo Koch, "la diffusione della povertà tra i pensionati è scesa a livelli sostanzialmente simili a quelli riscontrati tra i non pensionati. È questo un grande successo delle nostre politiche sociali. Restano tuttavia alcune categorie di nuclei familiari con capofamiglia pensionato in cui i tassi di povertà sono elevati: sono i nuclei in cui il capofamiglia è una donna o è molto anziano o ha familiari a carico".