Da qui a un anno i romani vedranno (ri)comparire sugli autobus Atac i famigerati controllori. L'esperimento partirà da fine novembre e riguarderà solo alcune linee, come ha spiegato ieri in una conferenza stampa Alessandro Vannini, Presidente della commissione capitolina Turismo. «È un modo per recuperare buona parte della forte evasione che ancora colpisce gli autobus e i tram. Ma anche per incrementare i livelli di sicurezza e di decoro su mezzi troppo spesso frequentati da borseggiatori e vandali di ogni tipo», ha dichiarato Vannini, a margine della presentazione di un sondaggio sulla questione commissionato all'Istituto Vilfredo Pareto. Lo studio aveva l'obiettivo proprio di tastare il gradimento dei romani all'idea di ripristinare la figura del "bigliettaio", scomparsa negli anni '60. Il responso parla chiaro: ben l'82 per cento dei 2509 residenti si dichiara favorevole al ritorno del controllore sui mezzi pubblici romani. Tuttavia, ancora più interessante è scorrere le motivazioni di questo consenso bulgaro all'iniziativa. Degli intervistati, 40 su cento hanno indicato quale ragione principale la sicurezza, solo 2 su cento la prevenzione di atti vandalici e 22 su cento per creare nuovi posti di lavoro. La notizia è che solo 11 su cento pensa che sia il metodo migliore per fare in modo che tutti, ma proprio tutti, paghino il biglietto. Sanare la pratica diffusa di viaggiare senza biglietto sui mezzi pubblici (oggetto di sberleffo per l'Atac da parte dei comici e musicisti romani) da parte dei cosiddetti "portoghesi", è in realtà in cima alle priorità. Intanto, da novembre si comincerà con sette linee di autobus del centro storico: 64, 46, 490, 49, 492, 81 e 70. A queste se ne potrebbero aggiungere altre, scelte tra quelle più affollate da turisti e da romani che si avvicinano al centro. «Un modo, questo, per fare in modo che la spesa per tenere un bigliettaio in servizio si finanzi con una consistente vendita di titoli di viaggio», spiega Vannini. In attesa di tirare le somme, turisti e residenti sono avvisati: incrociare su un autobus berretto e divisa, non vorrà dire imbattersi nel sequel di "Avanti c'è posto", con l'indimenticabile Aldo Fabrizi.