Indagine del Campidoglio. Pochi romani fanno il biglietto, ma molti vorrebbero ritornare al passato: con una persona in più «meno atti di vandalismo, borseggi e avances»
I romani rivogliono il bigliettaio sugli autobus. Almeno secondo l'indagine commissionata dal Campidoglio all'osservatorio Ermes, secondo la quale per l'81 per cento degli intervistati il bigliettaio potrebbe «evitare gli atti di vandalismo, i borseggi e le avances eccessive». Su 2.509 persone con più di 16 anni di età intervistate, infatti, il 40 per cento ha detto di non sentirsi sicuro sui mezzi pubblici durante il giorno, mentre il 68 per cento teme di essere aggredito di sera. Ma soprattutto, la misura servirebbe a contenere il fenomeno dell'evasione. Una piaga molto ridotta sulle metropolitane, grazie all'adozione dei tornelli elettronici, ma ancora su livelli preoccupanti per quanto riguarda i mezzi di superficie. Gli ultimi dati raccolti dalla commissione capitolina turismo, di cui è presidente Alessandro Vannini, parlano di una percentuale di passeggeri senza biglietto, su bus e tram, che sarebbe intorno al 40 per cento. Con casi limite come la linea notturna N18, che dopo la mezzanotte collega piazza Venezia con Tor Bella Monaca: lì l'evasione (abbonati esclusi) e pressoché totale. Da qui l'idea di mettere in campo i bigliettai, partendo da un anno di sperimentazione su sette linee che passano nel centro storico: 64, 46, 490, 49, 492 81 e 70. Ma il recupero dei soldi dall'evasione si scontra con le spese che sarebbero necessarie per il personale da utilizzare. «Ci sarebbero da sostenere costi incompatibili per assicurare un bigliettaio su ogni autobus, equivalente all'assunzione di circa 6400 unità - sottolinea Athos De Luca, consigliere comunale del Pd L'unica possibilità, per altro già sperimentata a Roma, è quella di esercitare il controllo attraverso l'autista, consentendo l'entrata solo anteriore». L'unica possibilità sarebbe utilizzare dipendenti già in carico all'azienda. Ma il progetto capitolino prevede, spiega Vannini, «l'assunzione di personale con contratti a tempo determinato, di 12 mesi a partire da novembre, rinnovabili al termine della sperimentazione». L'assessore capitolino alla mobilità, Sergio Marchi, assume infatti una posizione prudente rispetto a questa ipotesi: «La presenza di un bigliettaio sui mezzi pubblici è una proposta interessante - sostiene Marchi - che dovrà essere tuttavia sottoposta al vaglio delle commissioni competenti e che dovrà seguire il dovuto iter di confronto con i sindacati di categoria e le opportune verifiche di fattibilità economica». Vannini difende il progetto a spada tratta: «Il bigliettaio rappresenterebbe un punto di riferimento autorevole, a maggior tutela degli utenti, e anche un deterrente per atteggiamenti o comportamenti molesti che si verificano sulle vetture - dice il presidente della commissione turismo - La sua figura, in più, sarebbe anche di rilevanza sociale e di sostegno per quelle categorie più deboli, per esempio le persone con lievi disabilità, gli anziani o le donne incinte». Secondo Maurizio Berruti, consigliere comunale Pdl, inoltre, «la reintroduzione possibile del bigliettaio tende a recuperare quell'evasione che, per sua grande consistenza, finirebbe per pagare il costo di ulteriore personale». Ma Nicola Galloro, consigliere regionale Pd, ironizza: «Il Comune lasci perdere idee folk e anacronistiche». Ma quando partirà l'esperimento? «Parlarne adesso è prematuro - risponde Vannini Sicuramente consegneremo questo sondaggio all'assessore competente e ne discuteremo in commissione perché vengano fatte le opportune valutazioni tecniche, ma è troppo presto per parlare di iniziative concrete». I sindacati, dal canto loro, stroncano il progetto: «Basterebbe aumentare i controllori», dice Salvatore Biondo segretario generale della Cisl di Roma e Lazio, con delega ai trasporti.