Franceschini: una presa in giro, sistemi piuttosto le scuole
ROMA. La pesante eredità del debito pubblico non deve impedire la realizzazioni delle grandi opere che restano indispensabili per il Paese a cominciare dal Ponte sullo stretto di Messina i cui lavori inizieranno a fine anno. Silvio Berlusconi, davanti alla platea di dirigenti e azionisti delle società che gestiscono gli scali di Malpensa e Fiumicino, torna a vestire i panni dell'imprenditore. E nel farlo assicura che il governo non intende abbandonare il piano di rilancio delle infrastrutture annunciato in campagna elettorale.
L'occasione gliela offre la presentazione dei progetti di sviluppo e investimento di Sea e Adr, le aziende che gestiscono i due"hub" di Milano e Roma. La platea riunita a villa Madama è composita: oltre ai soci e agli amministratori delle due aziende, ci sono membri del governo (dai ministri Altero Matteoli e Sandro Bondi, al sottosegretario Gianni Letta), i sindaci delle due città (Gianni Alemanno e Letizia Moratti) e anche esponenti dell'opposizione, come Massimo D'Alema (quest'ultimo, al termine dell'incontro, avrà un fitto colloquio con Letta). Il nostro Paese - dice Berlusconi dopo aver ascoltato gli interventi dei presidenti di Adr e Sea, Fabrizio Palenzona e Aldo Bonomideve - si deve svegliare da un lungo sonno che lo ha portato anche ad avere condizioni di bilancio negative. L'obiettivo è quello di superare il gap infrastrutturale, della logistica e della mobilità che affligge il Paese e che rappresenta una vera propria strettoia che ha finora impedito di sfruttare appieno le ricchezze dell'Italia. Ostacoli che, aggiunge, se rimossi potrebbero consentire l'afflusso di un maggior numero di turisti e investitori stranieri.
Certo, aggiunge con un occhio ai conti pubblici, si deve fare i conti con il debito che abbiamo ereditato. Ma, sottolinea, questa zavorra non deve impedirci di innovare e di rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di infrastrutture. Insomma, non deve impedire di stimolare investimenti pubblici e privati verso ciò che è più urgente. Il tempo, del resto, c'è. E lui ci tiene a sottolinearlo: Il governo - dice infatti - ha ancora davanti a sè un lungo tratto per essere operativo. Tuttavia, prosegue, meglio iniziare il prima possibile. Ecco perché entro l'anno partiranno i lavori per la costruzione di quella che il governo considera l'opera simbolo del piano infrastrutturale e che il governo aveva annunciato in campagna elettorale: «A dicembre e gennaio», conferma il Cavaliere «cominceremo la realizzazione un'altra infrastruttura fondamentale per la Sicilia e per il Sud e cioè il ponte sullo stretto di Messina».
Le reazioni all'annuncio non si sono fatte attendere. Il capogruppo la Senato dei democratici Anna Finocchiaro si dice «costernata di dover ricordare al premier che l'emergenza alluvione a Messina non è ancora finita». Dario Franceschini parla di presa in giro: «Piuttosto si metta in campo un grande piano di manutenzione delle scuole italiane che cadono a pezzi». Per il presidente dell'Idv al Senato Felice Belisario «sta per partire un'opera contro il buon senso».