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Pescara, 22/04/2026
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Data: 15/10/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Aeroporti, patto Roma-Milano: via a investimenti per 15 miliardi. Palenzona: alleanza di sistema. Matteoli: certezze sulle tariffe

ROMA - Roma-Milano: una asse da 15 miliardi di investimenti per 150 mila nuovi posti. L'obiettivo è dare slancio ai due scali di Fiumicino e Malpensa. Colmare, si spera, il gap che ci separa dall'Europa. E varare una «alleanza di sistema» tra il Lazio, che ha una vocazione turistica e vuole avere la leadership nel Mediterraneo, e la Lombardia che ha una domanda business e cargo in crescita. Maxi piani articolati, da qui al 2020 e oltre, che i vertici di Adr, Fabrizio Palenzona, e di Sea, Giuseppe Bonomi, hanno illustrato a Silvio Berlusconi e ai sindaci Alemanno e Moratti. Progetti concreti - scanditi dai tempi di realizzazione - che il presidente del Consiglio ha apprezzato in maniera «entusiastica». Assicurando che farà di tutto per accelerare le procedure autorizzative, come chiesto a gran voce dai concessionari, dando il massimo appoggio del governo. «Dobbiamo recuperare un gap del 50% sul fronte delle infrastrutture rispetto a Francia, Germania, Spagna, e i piani di Sea e Adr vanno nella giusta direzione» - ha detto il premier. Nello schema del presidente del consiglio i due hub devono fare da volano alla crescita del turismo e quindi dell'economia. Se Berlusconi ha messo il timbro al progetto, anticipato dal Messaggero il 27 settembre scorso, il ministro Matteoli ha ribadito che solo «facendo sistema l'Italia potrà recuperare il terreno perduto». «Il supporto dei privati - ha spiegato il ministro - è ovviamente fondamentale, per questo verranno date certezze sul piano tariffario in grado di attrarre capitali e realizzare le opere».
IL PIANO ADR. 60 mila posti di lavoro in più e 3,6 miliardi di investimenti in 10 anni. Sono queste le due macro cifre nel quale si iscrive il piano di sviluppo di Fiumicino. Si punta - ha spiegato Palenzona - ad una capacità di oltre 55 milioni di passeggeri nel 2020 e di 100 milioni nel 2040. «Un obiettivo che è anche una grande sfida di modernizzazione del Paese». Il cuore del progetto è la nuova aerostazione a Nord dell'attuale area di Fiumicino: il primo modulo entrerà in funzione nel 2020. La nuova struttura sarà realizzata con i più alti livelli di qualità, tecnologia, confort ed estetica.
Nel 2011 sarà pronto il nuovo sistema di smaltimento bagagli Bhs, l'anno successivo toccherà al parcheggio multi-piano e al nuovo molo C. Nel 2013 sarà invece aperta l'area di imbarco A, tutta dedicata ad Alitalia, con 14 pontili d'imbarco. Complessivamente si tratta di interventi per 1,9 miliardi dal 2010 al 2016. Nel 2014 Fiumicino avrà la quarta pista, subito dopo il sistema automatizzato per il trasporto dei passeggeri per poi arrivare al 2020 con la nuova aerostazione. «Tutto questo - ha rimarcato Palenzona - si deve inserire in un piano nazionale della mobilità, per integrare porti, aeroporti, autostrade, alta velocità. Dando così competitività al Paese e certezze agli imprenditori che investono e rischiano». E proprio su questo fronte, Gilberto Benetton, principale azionista di Adr, ha detto al Messaggero che il «piano decollerà nei prossimi mesi, appena diventerà operativo il provvedimento-ponte che riequilibria le tariffe aeroportuali». Quanto al rafforzamento patrimoniale di Adr per sostenere i cospicui investimenti, Benetton ha confermato che il suo gruppo non si tirerà indietro, così come Mediobanca e gli altri soci. L'aumento di capitale non è però ancora all'esame del cda di Gemina, lo sarà, probabilmente, quando il provvedimento-convenzione sulle tariffe avrà l'ok del Cipe e di Tremonti. Quando l'impegno preso da Berlusconi e Matteoli sarà legge dello Stato.
IL PIANO SEA. Vale quasi 2 miliardi. E prevede a breve la chiusura dei cantieri del nuovo raccordo Sud adatto ai grandi aerei; entro dicembre 2010 verrà aperto il nuovo terminal 1 e nella prima metà del 2010 verranno anche completate le strutture ricettive dell'airport city. È prevista una seconda fase che si chiuderà entro il 2015, anno dell'Expo di Milano e altri momenti di crescita. «Saremo motore di sviluppo per tutto il Nord» ha sottolineato Bonomi, dando atto al governo di essere «in sintonia con chi vuole fare». Visto che le infrastrutture - ha concluso Palenzona - rappresentano un bene per il Paese». Apprezzamento da Alemanno e dalla Moratti, così come dai vertici di Alitalia, Colaninno e Sabelli.





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