ROMA Quello di oggi potrebbe essere il giorno della firma. Il giorno dell'accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Non sarà sottoscritto dalla Fiom/Cgil, questa è una certezza. Se non si chiuderà, si andrà all'inizio della prossima settimana con la rituale non stop. Comunque l'intesa è a un passo: ieri la delegazione di Federmeccanica e quella dei sindacati si sono nuovamente riunite attorno al tavolo per discutere la questione salariale. Gli industriali sono rimasti fermi (anzi, hanno leggermente ridotto la proposta) a quota 104 euro; Fim e Uilm hanno ribadito la loro richiesta di 113 euro, più 30 per i lavoratori che non hanno contrattazione integrativa; la Fiom continua a chiedere 130 euro, più 35 per i lavoratori che non godono del secondo livello. Probabilmente l'accordo - naturalmente separato - si troverà a metà strada, a quota 109-110 euro.
Il leader della Fiom, Gianni Rinaldini, è stato chiaro: «Non rispetteremo le regole che si stanno definendo sulla contrattazione. Siamo di fronte ad una piattaforma che non è mai stata validata dai lavoratori, è un sopruso che non siamo disposti ad accettare». Replica secca del numero uno della Uilm, Antonino Regazzi: «La Fiom è fuori dalla storia». Per la Fim la Fiom ha «perso un appuntamento». Ostenta serenità il presidente di Federmeccanica, Pierluigi Ceccardi: «Un accordo separato? Possibile che ci siano tensioni, ma non sono preoccupato in quanto so di aver fatto tutto il possibile perchè il risultato fosse diverso».