PESCARA. Il secondo lotto della filovia non va realizzato dal centro di Pescara a Francavilla e all'aeroporto, ma da Montesilvano a Silvi con una stazione a Marina di Città Sant'Angelo. Lo chiede il sindaco di Silvi Gaetano Vallescura che, alla soluzione originaria, antepone «la forza dei numeri». Confronto aperto tra i sindaci dell'area metropolitana sulla grande opera: se Nicolino Di Quinzio considera la filovia come l'antidoto al traffico di Francavilla, il giudizio di Verino Caldarelli, sindaco di San Giovanni Teatino ed ex vice presidente Gtm, è senza appello.
«Grazie a Dio, San Giovanni Teatino non è interessata dal progetto. La filovia non è la soluzione al problema del traffico», afferma Verino Caldarelli, «e io non ho mosso un dito perché il collegamento venisse esteso fino a San Giovanni Teatino».
Ma da vice presidente della Gtm, Caldarelli si è presentato in cantiere a Montesilvano per la posa della pietra l'8 gennaio: «Avevo un incarico da amministratore della Gtm», spiega, «e siccome la Gtm era stata incaricata di realizzare il progetto della filovia, ho messo da parte i miei convincimenti personali e ho svolto la funzione di esecutore e non di pensatore. Invece, quando si tratta di elaborare programmi, posso esprimere un'opinione libera: non dico che la filovia sia solo una perdita di denaro, ma il problema del traffico si debella con parcheggi di scambio e navette. Per realizzare simili opere, sono pronto anche a mettere a disposizione i terreni».
Nicolino Di Quinzio, sindaco di Francavilla, invece non vede l'ora che la filovia arrivi fino alla sua città: «Sono pronto a elaborare il piano traffico sulla base della filovia», annuncia, «l'area metropolitana va potenziata e la filovia è un collegamento valido che ha il vantaggio di rispettare l'ambiente. Se si vuole evitare l'iradiddio del traffico, delle code e dei parcheggi selvaggi, la filovia è la scelta giusta. Ma finora nessuno ci ha interpellato».
Per il secondo lotto, infatti, non c'è un progetto preciso: nessun disegno, nessuna elaborazione, nessun calcolo. A Francavilla, con l'apertura della variante, la circolazione scorre: «Ma il traffico sulla Statale 16 e su viale Alcione è sempre sostenuto», fa notare Di Quinzio, «per questo, la filovia è determinante. Inoltre, il collegamento con Pescara e Montesilvano rappresenta il futuro: a Francavilla, ogni giorno si registra un'emigrazione continua verso nord, ecco perché la filovia serve. Trasformerà la città, questo è vero, ma va fatta».
È determinato anche il sindaco di Silvi Vallescura: «La filovia è fondamentale per lo sviluppo dell'area metropolitana e Silvi ne fa parte di diritto. Per questo, approfittando dei fondi Fas, è possibile progettare anche una stazione della filovia a Marina di Città Sant'Angelo. Una struttura necessaria, nei pressi di uno dei caselli autostradali più importanti d'Abruzzo, alle porte di un territorio divenuto il cuore commerciale della regione».
Nel 2003, Giuseppe Di Febo, ex sindaco di Silvi, in sede di conferenza di servizi, alzò la voce per chiedere che il primo lotto dell'opera comprendesse anche Silvi. Non venne ascoltato: «Il primo lotto? È giusto che la linea parta da Pescara e si propaghi a Nord e a Sud», dice Vallescura, «ma Silvi, 16 mila abitanti che d'estate diventano 50 mila, rappresenta un quartiere di Pescara e Città Sant'Angelo è una realtà in forte crescita. Montesilvano? È la quinta città d'Abruzzo. Adesso è necessario abbattere i campanili e programmare lo sviluppo dei prossimi vent'anni», dice Vallescura, «in quest'ottica, considerata la forza dei numeri, il completamento della filovia da Montesilvano a Silvi è prioritario rispetto a Francavilla».