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Data: 17/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Metalmeccanici, Epifani all'attacco. «Referendum sull'accordo o resta un'ombra antidemocratica»

ROMA. Senza un referendum sul nuovo il contratto dei metalmeccanici (siglato solo da Fim, Uilm, Ugl e Fismic) «resterà un'ombra antidemocratica». Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, attacca: «È strano: in un Paese in cui si parla di voti, consenso e primarie, c'è un silenzio assoluto sul fatto che si possa firmare un contratto senza l'assenso dell'organizzazione più rappresentativa della categoria». Si potrebbe arrivare, aggiunge il segretario, «al paradosso che si mettono d'accordo in due: un'oligarchia può decidere per tutti. C'è un problema democratico e responsabilità vorrebbe che l'accordo si sottoponga al voto».
Intanto sono continuate anche ieri le proteste in diverse città d'Italia da parte delle tute blu della Fiom. A Terni i lavoratori hanno anche dato vita a presidi davanti ai cancelli delle fabbriche e blocchi stradali. In particolare, nell'area industriale di Maratta Sabbioni, sono scesi in sciopero bloccando il traffico in alcune arterie stradali. A Bologna il corteo ha invaso via Emilia lungo la quale si sono presto sviluppate lunghe code. Tra le contromosse possibili allo strappo consumatosi con Fim-Cisl e Uilm-Uil, la Fiom-Cgil di Bologna ha inserito anche l'idea di far decadere e rieleggere i delegati aziendali, stavolta però senza la clausola del patto di solidarietà che consente ai sindacati meno radicati di avere comunque un proprio rappresentante. «Se ne facciamo una questione di democrazia, allora contiamoci per davvero», ha spiegato Bruno Papignani, segretario della Fiom-Cgil. Pronta la reazione della Fim- Cisl: «Non mi pare che sia una grande prova di democrazia», ha detto il segretario bolognese Marino Mazzini.

«È cupo chi pone veti»
Lo strappo Fiom non ottiene riscontri da parte degli altri sindacati. «La Fiom non ha firmato? Non è una notizia. In 10 anni è accaduto una volta sola», dice ironico il segretario dela Uil, Luigi Angeletti. A rispondere a Epifani è invece Bonanni, a capo della Cisl: «A chi parla di ombra democratica voglio ricordare che la vera ombra cupa è quella di un sindacalismo che non sa mai accordarsi con gli altri e che fa fatica ad assolvere la sua azione sindacale».

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