Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.361



Data: 17/10/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Masci s'impunta, trema la maggioranza. Pescara Futura abbandona l'aula, il Consiglio ritira la delibera su bilancio e lavori pubblici

Delibera ritirata e tutti a casa. Niente variazione di bilancio, niente modifica ai piani annuale e triennale dei lavori pubblici. Ieri in Consiglio comunale la maggioranza di centrodestra ha subito uno smacco mica da ridere. E il primo a rallegrarsene è stato Carlo Masci, di Pescara Futura, che aveva ordinato ai suoi di abbandonare l'aula dopo mozioni e interrogazioni. C'è voluto un po' a far passare il "diktat", il capogruppo Gianni Santilli ha tentennato con una dichiarazione deboluccia all'assemblea, «serve più impegno per il bene della città, vogliamo lanciare un segnale forte in tal senso, ma non lasceremo l'aula». Un dietrofront che ha costretto Vittorio Mingione, coordinatore del partito, a metodi più espliciti: «Tutti fuori» ha detto loro. E così i sette consiglieri si sono ritrovati tra il pubblico. Allo stesso modo, e con le stesse ambiguità, si sono comportati i consiglieri di Pescara Futura-Rialzati Abruzzo ieri in Consiglio provinciale. Un bel monito ai partner, visto che il peso di Pescara Futura è decisivo per la tenuta della maggioranza, specie in Comune.
La sortita politica di Carlo Masci era nell'aria, considerato il "cartellino giallo" di qualche giorno fa al presidente della Provincia, Guerino Testa, per aver nominato un dirigente senza l'ok degli alleati. Tutto sta a vedere se lo strappo sortirà gli effetti desiderati o se Pescara Futura non rischi piuttosto d'essere mollata per strada da chi, fuori della cerchia dei fedelissimi, non condivida la linea del capo. Di sicuro il capogruppo del Pdl, Lorenzo Sospiri, prima del patatrac in Consiglio era pronto a tendere la mano e a smorzare le tensioni con un richiamo all'unità d'intenti e alla compattezza. Non tutti la pensavano come lui, però: «Masci cerca visibilità, vuole poltrone» ha bisbigliato qualcuno indicando Masci seduto a fianco dell'architetto Michele Lepore. La questione finirà sul tavolo politico.
«Dobbiamo cambiare passo, urge dare risposte concrete ai cittadini che ci hanno sostenuto, così la città è bloccata» ha ripetuto Masci in aula («Noi lo diciamo da tre mesi» ha provocato Di Pietrantonio dai banchi del Pd). Un modo per dare la sveglia al Pdl e al sindaco Luigi Mascia (ieri lungamente assente dall'aula) e per evidenziare ritardi nell'attuazione del programma. «Urge istituire la macrostruttura e definire la pianta organica» ha detto Masci, che in cuor suo pensa da sindaco ed è tutt'altro che soddisfatto di certi dirigenti nominati nei settori-chiave a Palazzo di città. Il leader di Pescara Futura non s'aspettava tuttavia di avere ieri un'immediata riprova dei suoi timori: il rinvio della delibera di Consiglio (firmata dal sindaco) è frutto di un errore del dirigente, visto che vincolava l'approvazione della variazione al bilancio di previsione 2009 alla variazione al piano delle opere pubbliche. «Non si può procedere, non c'è allegata la scheda tecnica degli interventi» ha sentenziato dal centrosinistra Fausto Di Nisio (IdV). Il quale, presentando un paio di "emendamenti-trappola" fittizi, ha scardinato e affossato la delibera. L'effetto, dopo cinque ore di Consiglio, è stato quello di una bomba a orologeria. Il neosegretario comunale ha tentato di metterci una pezza, «ma non ho visto le carte»; una funzionaria convocata d'urgenza non ha fornito spiegazioni sufficienti a spazzare via i timori di un pasticcio. Lorenzo Sospiri, vista la mal parata, ha stoppato tutti con buonsenso: «Tengo molto alla variazione di bilancio, ma tengo di più alla trasparenza». Insomma, meglio uno scivolone recuperabile che approvare un atto forse illegittimo

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it