L'AQUILA - La svolta più volte annunciata nell'inchiesta sui crolli del terremoto, questa volta, sembra davvero dietro l'angolo, praticamente al rush finale. Le indagini sulla Casa dello studente, luogo simbolo della tragedia, fossa comune di otto ragazzi, e sul Convitto nazionale (altre tre vittime) sono le prime ad arrivare alla conclusione auspicata dai familiari dei ragazzi. La procura della Repubblica dell'Aquila è sul punto di iscrivere oltre venti persone, nel registro degli indagati, per omicidio colposo e disastro colposo. Pronti gli avvisi di garanzia. Il procuratore capo della Repubblica, Alfredo Rossini, però, non conferma il numero degli indagati.
Il magistrato definisce «il numero come un grosso salto in avanti» e dice: «Sono dati che ancora non esistono, qualunque illazione, a oggi, non ha alcuna veridicità». Il procuratore aggiunge che solo domani o martedì potrà fornire qualche elemento utile per fare il punto sull'inchiesta. Secondo fonti interne della Procura, invece, i magistrati sarebbero già arrivati a individuare oltre venti indagati, dopo un duro lavoro di approfondimento delle perizie presentate dai consulenti di parte. La prossima settimana, comunque, saranno ufficializzati i primi presunti responsabili, ai quali sarà notificato un avviso di garanzia e contestualmente l'invito a comparire per il primo interrogatorio. La Procura ha un quadro chiaro sulle cause dei crolli, il lavoro dei giorni passati è servito a definire i dettagli legati all'individuazione delle persone che hanno avuto ruoli nella filiera costruttiva e autorizzativa degli edifici e che hanno responsabilità nei crolli.
«I magistrati vogliono cominciare con il piede giusto la fase dei primi provvedimenti - dicono ancora fonti della Procura - per cui stanno facendo approfondimenti certosini sul voluminoso materiale anche per mettere a punto un metodo di valutazione e lavoro che sarà utilizzato nelle altre vicende gravi». Appare scontato che, in questa prima fase, gli indagati riguarderanno Casa dello studente e Convitto nazionale. Secondo il procuratore capo, Alfredo Rossini, che aveva annunciato la svolta, prima per la fine di settembre, poi per la prima decade di ottobre, sono cinque le perizie presentate finora: oltre alle due già citate, l'ospedale e l'università. La quinta non è stata resa nota. Molti avevano dubitato, altri avevano mostrato un certo scetticismo, ma il procuratore Rossini, questa volta, appare deciso a mantenere la promessa fatta tre mesi fa e a chiudere le prime indagini. «L'ho sempre detto, ma molti hanno dubitato e, invece, ecco qua le perizie che permetteranno alla Procura di individuare responsabilità e presunti responsabili» affermava solo qualche settimana fa, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe.
L'inchiesta ha avuto una impennata, nei tempi previsti da Rossini, con i primi indagati. «Non posso dire i nomi, però posso dire che, essendo state depositate le perizie che hanno individuato responsabilità, iscriveremo i presunti responsabili entro i primi quindici giorni di ottobre - aggiungeva -. Abbiamo già avuto, per i siti rilevanti, il deposito delle nostre consulenze, altre arriveranno». E sembra proprio che sia così. La necessità di lavorare bene e veloci ha imposto di fare vari processi. Sulla Casa dello studente, sull'ospedale, sul Convitto nazionale, è stata data una priorità per la qualità della gente offesa e per i decessi che si sono avuti. Ogni sito, dove ci sono stati crolli e morti e dove, dalle perizie, emergono responsabilità, sarà oggetto di un processo: questo per evitare il rischio di interruzioni e lunghe pause.
Obiettivo del procuratore è quello di evitare un maxi processo: «I siti posti sotto sequestro sono circa 200 e questo non vuol dire che ci saranno altrettanti processi perché, se dalle perizie non emergeranno responsabilità, ci sarà l'archiviazione. Abbiamo fatto una grande indagine per organizzare alla stessa maniera tutti i siti in cui ci sono stati dei crolli di rilevanza penale e dove ci sono stati purtroppo dei decessi per rendere possibile un processo. In questa grande inchiesta abbiamo fatto le selezioni per i singoli siti in maniera da presentare facilmente questi processi davanti a eventuali giudici perché non ci siano interruzioni».