Il fascicolo è top secret ma già il titolo fa cadere ogni alone di mistero. C'è scritto "Operazione Teodoro" sulla cartellina nel cassetto e il diretto interessato l'ha ben capito, lui che s'è trasferito armi e bagagli dal centrosinistra al centrodestra, accolto col tappeto rosso; lui che in Comune è assessore ai Lavori pubblici (per la sua nomina c'è voluto un mesetto di trattative), è leader della lista civica che porta il suo nome ed è anche consigliere in Provincia, ma col Pdl; lui che di recente ha piazzato a Palazzo dei marmi il fido Max Pignoli (assunto, non eletto). Lui che a Palazzo di città ha ottenuto l'ingaggio come dirigente dell'architetto Antonio Biase (co-protagonista del pasticcio per la delibera su bilancio e opere pubbliche ritirata venerdì in aula). Insomma, lui che fa valere il suo peso politico, decisivo per il successo elettorale di uno schieramento o dell'altro, è diventato all'improvviso un ingombro nel centrodestra per lo sviluppo della città.
Letto in quest'ottica, lo strappo di Pescara Futura (leggi l'uscita dall'aula dei 7 consiglieri comunali «per cambiare passo alla città bloccata»), con sconquassi prodotti anche a livello regionale, appare come un gioco di sponda tra chi alza la palla e chi deve schiacciarla sottorete. E tra le frange del Pdl c'è chi non aspetta altro.
Il messaggio è chiaro: eliminare o arginare Gianni Teodoro. La politica c'entra e c'entrano le poltrone, se è vero che Teodoro aveva posto il veto sul nome di Michele Lepore, architetto che Masci voleva dirigente in Provincia (e che il sindaco Luigi Albore Mascia ha ripescato nel suo staff). C'entra la politica se è vero che Pescara Futura, strappato all'opposizione Michele Di Marco, sta ora facendo una corte spietata al consigliere Roberto De Camillis: il quale è sul punto di accettare se, avrebbe detto lui, il centrodestra saprà mettere all'angolo il potente Teodoro. Condizione che Pescara Futura proverà a imporre col peso di chi, a questo punto, potrebbe contare otto consiglieri contro i due della Lista Teodoro. Altro elemento politico: il ruolo dell'opposizione. Se l'obiettivo è di far fuori Teodoro il centrosinistra è persino ben disposto a mollare De Camillis. Vale la pena ricordare che Camillo D'Angelo, venerdì in consiglio, (casualmente?) era stato protagonista di un attacco durissimo proprio contro Teodoro, «tiene in ostaggio la maggioranza» ha tuonato l'ex vicesindaco facendo saltare sulla sedia Pignoli che, accalorato, gli ha poi risposto per le rime.
Tre indizi sono più di una prova sul fatto che Teodoro sia ormai il bersaglio da colpire e che contro di lui si sia scatenato il fuoco incrociato di maggioranza e opposizione. La prossima battaglia, in verità già aperta, è sul dirigente dell'area tecnica, non a caso quella di riferimento per l'assessore ai lavori pubblici. L'ingegner Salvati è sulla strada della pensione e in Comune a Pescara si mormora del ritorno dell'ingegner Tino Taraborrelli, colui che (casualmente?) ha appena rifiutato di firmare il nuovo contratto per l'incarico al Comune di Montesilvano. Basta vedere chi lo vuole e chi no per definire attori e scenari del conflitto a Palazzo di città. E tutto torna.