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Pescara, 24/04/2026
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Data: 20/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Variante di Montesilvano, si apre a senso unico. Oggi la cerimonia inaugurale, ma per il doppio senso occorreranno mesi. Chiulli e Odoardi: «I lavori? Il Comune è già in ritardo»

PESCARA. Sono stati necessari nove anni di lavori, problemi tecnici e ritardi umani, ma soprattutto un numero indefinito di annunci di prossima apertura (mai rispettati) per arrivare a oggi. Alle 11, allo svincolo di via Togliatti, il taglio del nastro tricolore segnerà l'apertura del nuovo tratto della circonvallazione Pescara-Montesilvano: con una spesa di 31 milioni di euro, 2650 metri di percorso stradale - 1800 dei quali in una galleria sorvegliata da 34 telecamere - saranno finalmente percorribili. Per il momento, però, a senso unico. Le auto potranno circolare in direzione nord-sud, una scelta determinata dalla volontà dell'amministrazione comunale di Montesilvano, decisa a difendere il suo territorio dell'aggressione di migliaia di vetture scaricate dalla variante dentro la città.
Per vedere la circonvallazione aperta a doppio senso, sarà necessario aspettare la fine dei lavori di sistemazione della viabilità interna di Montesilvano, con la realizzazione di due rotatorie che il sindaco Pasquale Cordoma annuncia pronte entro quattro mesi ma che, a causa delle procedure di esproprio, non saranno portate a termine in tempi così brevi.
Raggiungere il centro di Montesilvano da Francavilla o da Pescara, quindi, sarà possibile probabilmente solo nel 2010 inoltrato.
Per il presidente della Provincia, tuttavia, quella di oggi è «una vittoria». «Ma non è la vittoria di una parte politica» sottolinea Guerino Testa. «Noi abbiamo individuato la variante come una priorità del Comune e dell'Anas, raggiungendo il risultato di un'apertura parziale: questo produrrà uno smaltimento importante del traffico sul territorio di Montesilvano: secondo i tecnici, ci sarà una riduzione di traffico pari al 20-30 per cento. Purtroppo i tempi si sono allungati a causa degli espropri, per la realizzazione del tunnel e per piccole varianti di aggiustamento». Ora, ha sottolineato Testa, bisogna puntare al completamento delle infrastrutture che renderanno più fluido il traffico nella zona di cerniera tra Montesilvano, Silvi e Città Sant'Angelo: il prolungamento della variante fino a Silvi, la realizzazione dei tre ponti sul Saline, l'arretramento del casello autostradale.
Secondo gli studi sui flussi di traffico condotti nei mesi scorsi dall'architetto Giuseppe Di Giampietro, saranno 10 mila le auto che ogni giorno si immetteranno nella viabilità cittadina in via Togliatti quando la variante sarà aperta in direzione sud-nord: «È per questo che oggi, nonostante l'Anas avesse dato il via libera, non è possibile aprire in entrambi i sensi di marcia» ha detto Cordoma. «In via Togliatti oggi non c'è nulla, il quartiere di villa Carmine è molto popoloso, è qui che si riverserebbe il traffico e non riteniamo ci siano le condizioni di sicurezza. È necessario realizzare due rotatorie all'incrocio tra via Vestina e via Fosso Foreste e tra quest'ultima e il lungofiume, oltre alla sistemazione di via Fosso Foreste, che attualmente non può sopportare una così grande mole di traffico: bisognerà riasfaltare, creare marcipiedi e illuminazione. Per farlo, noi stimiamo che saranno necessari 120-140 giorni, le procedure sono state avviate con la massima urgenza. I soldi, 400-500 mila euro sono già disponibili». I tempi, però, rischiano di allungarsi: in via Vestina, infatti, sarà necessario espropriare parte di un piazzale, con procedure che potrebbero essere complesse. Ma il vero obiettivo, ora, è il prolungamento della variante fino al casello della A 14 a Città Sant'Angelo. «Nelle settimane scorse abbiamo parlato con il sottosegretario alle Infrastrutture Giuseppe Maria Reina» ha detto l'assessore Roberto Ruggieri. «Ci ha assicurato che per il prolungamento ci sono 39 milioni di euro che potremmo avere nel 2010 o nel 2011». Venerdì del nuovo lotto si discuterà in Provincia, nel corso di un vertice a cui prenderanno parte i rappresentanti dei comuni di Montesilvano e Città Sant'Angelo.

«Santa Filomena morirà di traffico»

Chiulli e Odoardi: «I lavori? Il Comune è già in ritardo»

MONTESILVANO. «Dopo tre anni di rinvii, l'apertura della circonvallazione a senso unico verso Pescara è una beffa. Così la variante è zoppa e rischia di rimanerlo per anni, altro che i tre mesi e mezzo annunciati», afferma Cristian Odoardi (Rifondazione comunista). «Aprire la circonvallazione a senso unico è una scelta scellerata», incalza Adriano Chiulli, capogruppo Pd.
Dall'opposizione arriva una pioggia di critiche alla decisione del sindaco Pasquale Cordoma e del presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa di aprire la variante a senso unico: da via Togliatti verso Santa Filomena. «L'apertura della strada denota un clamoroso errore di programmazione: secondo il sindaco, il tratto di strada comunale che dall'uscita della variante porta fino alla lungofiume Saline non è sicuro per il traffico ma finora di concreto niente è stato fatto», accusa Chiulli insieme ai consiglieri del Pd Gianni Bratti e Feliciano D'Ignazio, «si parla di finanziamenti in arrivo dalla Regione Abruzzo ma neanche un euro è stato erogato e di progetti per i rondò in via Vestina e della riqualificazione di via Fosso Foreste non c'è traccia».
Anche nel piano triennale delle opere pubbliche, la giunta Cordoma non ha inserito finanziamenti per i lavori da eseguire in vista dell'apertura della variante. La decisione di aprire la variante a senso unico viene bocciata anche dall'ex presidente del consiglio Massimiliano Pavone, da Mirko Secone e Luigi Beccia.
Ma oggi alle 11 la circonvallazione apre al traffico: «L'opera resterà monca per anni», dice Odoardi, «e non servirà ad alleggerire il traffico di Santa Filomena, anzi la zona sarà sommersa dalle auto».
Interviene anche l'ex assessore della giunta Cordoma Vittorio Gervasi: «L'apertura è il trionfo di un'incompiuta». Secondo Gervasi, la variante è «un'opera ancora priva della necessaria rete viaria per renderla funzionale». L'ex assessore fa notare anche «il ritardo nella progettazione e realizzazione delle opere accessorie».

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