AVEZZANO. «Un incarico perché sono il figlio del sindaco? Ho fatto il callo a queste chiacchiere. Soltanto il tempo dirà se uno è bravo». Interviene così Armando Floris, primogenito di Antonio, dopo la nomina a vicepresidente della Tibus di Roma.
Armando Floris, 31 anni, laureato in Giurisprudenza all'università di Perugia, è entrato in rappresentanza dell'Arpa. La Tibus gestisce l'autostazione Tiburtina di Roma dove fanno scalo varie compagnie del trasporto pubblico, fra le quali la società abruzzese. Il consiglio di amministrazione è composto da cinque membri. Il vicepresidente è Armando Floris, ex presidente di Azione giovani provinciale e attualmente nel coordinamento regionale del Pdl. «Faccio politica da dodici anni», afferma, «spero che nella scelta abbia influito non solo la notorietà del cognome ma anche le caratteristiche del mio curriculum. La scelta è stata fatta a livello regionale e non c'è niente di scandaloso. Neanche nel compenso. Il budget previsto per il Cda è di circa 90mila euro l'anno da dividere fra i cinque membri. Penso che il mio compenso si aggirerà attorno al migliaio di euro, soldi che non mi servono per vivere visto che di professione curo le comunicazioni istituzionali». Fin qui il pensiero di Armando Floris. La nomina sarebbe però frutto di un conto politico rimasto in sospeso. Quello del sindaco di Avezzano, Antonio Floris, con la coalizione che rappresenta. Alle scorse Regionali il sindaco avrebbe voluto candidare il figlio Armando. Gli organi ufficiali di An optarono per la candidatura di Emilio Iampieri, allora assessore ai Lavori pubblici della giunta Floris. Iampieri che fu successivamente defenestrato dal sindaco. Un caso che fece rumore nel panorama politico marsicano e non solo. L'ingresso di Armando Floris alla Tibus avrebbe chiuso quel conto in sospeso.