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Data: 21/10/2009
Testata giornalistica: Il Sole 24ore Trasporti
Liberalizzazioni - Roma, una sola offerta. Per il maxi-lotto sulle linee periferiche che vale 800 milioni per 8 anni

Arriva una sola offerta per il maxi-bando del Comune di Roma da circa 800 milioni di euro per la gestione di 28 milioni di vetture/km nelle zone periferiche della città per otto anni. L'offerta è firmata dalla società consortile Roma Tpl Scarl che comprende il Consorzio Cotri, Apm di Perugia e la Viaggi Turismo Marozzi. Rimane fuori Sita, l'azienda partecipata da Ferrovie dello Stato e dal gruppo Vinella, sempre presente nella compagine azionaria delle società che hanno gestito il servizio nei due affidamenti precedenti, nel 2001 e nel 2005. Anche questa volta, come nell'ultima, l'Atac, che gestisce la gara romana, ha aperto una sola busta, operazione che si è svolta il 1° ottobre scorso. A comunicarlo è la stessa Agenzia per la mobilità romana su richiesta del Sole 24 Ore Trasporti. «L'offerente - riferisce - è stato ammesso con riserva». Il bando, infatti, seguiva il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, ma sottolineava che «la gara verrà aggiudicata anche nel caso in cui sia pervenuta una sola offerta ammessa e/o valida e/o appropriata, purché venga ritenuta congrua l'offerta economica». A escludere Sita che, ancora oggi, gestisce le stesse linee in qualità di socio della Tevere Tpl (Sita, Consorzio Cotri e Apm) in virtù dell'affidamento avvenuto nel 2005, è stato uno dei requisiti inseriti nel bando: la chiusura degli esercizi in attivo negli ultimi tre anni per tutte le aziende partecipanti, anche nell'ambito di consorzi. «La nostra esperienza romana si esaurisce - dichiara Luciano Grassini, amministratore delegato di Sita - . La situazione di Sita è stata pregiudicata dall'esercizio 2008 che, a causa della sopravvivenza di alcune passività pregresse, non abbiamo potuto chiudere in attivo, senza però che questo compromettesse la nostra attività». Con le sue dimensioni - 70 milioni di chilometri a livello nazionale - Sita era presente a Roma da 10 anni, con una quota superiore al 50% in Tevere Tpl. La compagine in corsa con Roma Tpl è particolarmente forte rispetto a un'altra richiesta formulata dal bando, ovvero la disponibilità di «rimesse e strutture logistiche idonee e funzionali alla gestione del servizio» nell'area romana, dove, a parte il grande investimento richiesto, non è facile trovare locali adatti. In caso di consorzi, sottolineava il bando, i depositi possono anche appartenere a una sola delle aziende che compongono l'Ati. Nello specifico, i depositi utilizzati dalla Tevere Tpl sono di proprietà del Consorzio Cotri, mentre la sede romana della società è nelle disponibilità dell'Apm di Perugia. Proprio il nodo dei depositi è stato al centro delle perplessità delle aziende che pure avevano mostrato interesse verso il capitolato (Arriva Italia, Amt Genova, Roma SightSeeing, Atm Milano e Ambasciata Ucraina, si veda anche Trasporti 13/2009, ndr). Lo stesso tema fu già al centro di un contenzioso nato all'indomani dell'aggudicazione del secondo bando, nel 2005, al quale si presentò solo Tevere Tpl, forte dell'acquisto delle strutture nel Comune di Roma e proveniènte dalla gestione delle stesse linee nel primo periodo, dal 2001 al 2004. Allora l'Antitrust aprì un dossier sul caso che sfociò in un'inchiesta più ampia, coinvolgendo molte aziende italiane, condannate a pesanti multe per restrizione della concorrenza. Altro punto molto discusso alla pubblicazione del bando è stato l'obbligo per i vincitori di acquistare con trattativa privata tutti i 441 autobus di proprietà deU'Atac oggi impiegati nel servizio (quasi tutti immatricolati nel 2000).

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