La Fai, una delle associazioni più importanti dell'autotrasporto, guidata dall'ex-sottosegretario Paolo Ugge in seno a Conftrasporto, apre al trasporto persone. È nata da pochissimo, ancora senza una presentazione ufficiale, la FaiBus. La nuova associazione, che si propone di rappresentare «coloro che non prendono contributi pubblici», può contare già su circa 300 adesioni. La nuova realtà arriva nel settore del trasporto passeggeri in un momento molto delicato. Le diverse vicissitudini legate, prima al rinnovo contrattuale e allo scontro sul contratto unico, e successivamente, alle diverse «riforme» che si sono susseguite tra la primavera e l'estate scorsa, culminate con il DI che riscrive l'articolo 23-bis, hanno indebolito l'attuale rappresentanza, provocando scontri e dissaporti interni. «Nella FaiBus - spiega Alessandro Cagnoli, segretario generale della nuova associazione, con un passato in Enat (Associazione nazionale esercenti noleggio autobus e trasporti turistici) - accoglieremo tutte le aziende che non usufruiscono di contributi pubblici». Il target della FaiBus è quindi rivolto al settore turistico, alle autolinee di lunga percorrenza e ai pochissimi trasporti locali senza sostegno pubblico. «Tuteleremo gli interessi dei privati - continua Cagnoli - dando filo da torcere al turismo "pubblico", ovvero a quei servizi gestiti da società che scaricano i costi nei bilanci del Tpl». Molta importanza è, quindi, data alla competitivita del settore. «La FaiBus si doterà di un codice etico - spiega Massimo Cagnoli, che segue le relazioni istituzionali della nuova associazione -. Chiederemo alle aziende di rispettare alcune regole di base per ciò che concerne le assunzioni del personale e in generale per la concorrenza». Ma l'idea è anche di lavorare al riordino del settore. «Noi pensiamo - annuncia Paolo Ugge, nella veste di neo presidente della FaiBus - che occorra ripartire dal concetto di logistica delle persone. La gestione dei flussi, la filiera, i nodi di scambio sono importantissimi, ma occorre una regia molto attenta». A questo proposito, l'exsottosegretario dello scorso Governo Berlusconi, ha inviato una lettera al Presidente,del Consiglio per suggerire un cambiaménto nell'organizzazione: un dipartimento a Palazzo Chigi per il coordinamento e l'ottimizzazione della logistica e della mobilità, in generale. Una sorta di «Protezione civile» dei trasporti. «Le competenze resterebbero ai ministeri - spiega Ugge - ma ci sarebbe una cabina di regia ad armonizzare il tutto»