LANCIANO - Come dire che finora si è scherzato con i progetti di riqualificazione delle aree dismesse della ferrovia Sangritana e di quelle attigue dell'ex calzificio Torrieri, a ridosso dell'ippodromo Villa delle Rose. Anni di studi, dibattiti, dichiarazioni. Prima la "Stu" (società di trasformazione urbana), poi il "Programma integrato di intervento. Acqua passata. Adesso è tutto da rifare. Infatti, l'altro giorno, l'Amministrazione comunale ha dovuto incassare il "no" del nuovo presidente della Sangritana, Pasquale Di Nardo, che è di centro destra come la Giunta comunale di Lanciano, per il mega-progetto che, in sintesi, vorrebbe utilizzare le aree dismesse della Sangritana e quelle dell'ex Torrieri in un piccolo quartiere residenziale. Invece, almeno per ora, la Sangritana, ovviamente con il placet della Regione che è l'azionista unico dell'Ente, non è disposta a privarsi delle aree di cui dispone nel centro urbano.
Particolare curioso, la tesi di Di Nardo è pressoché la stessa che prima sosteneva l'ex presidente Loredana Di Lorenzo di centro sinistra. A questo non resta che aspettare cosa farà il Comune: potrebbe, comunque, andare avanti aprendo un braccio di ferro con la Sangritana, oppure avviare un dialogo per trovare una soluzione condivisa.
Ma sulla "ex-stu" del Comune piove sul bagnato. Uno "stop" è arrivato pure dal Ministero dei beni culturali che ha fatto sapere di voler prima verificare le segnalazioni che sono giunte dal alcune associazioni ambientaliste, con a capo L'"Altritalia", di cui è presidente Marcello D'Ovidio. «Noi - sottolinea D'Ovidio - diciamo che basta radere al suolo gli edifici che rappresentano la storia industriale di Lanciano, magari per sostituirli con colate di cemento. Ci restano solo l'ex calzificio Torrieri e l'ex stazione della Sangritana: mettiamo da parte i progetti edilizi e facciamone il polo della memoria dell'industria, dell'artigianato e del commercio della città».
E aggiunge il presidente dell'"Altritalia": «Se passa il progetto della "Stu" l'ambito Sangritana-Torrieri diventerà una muraglia di 15-20 palazzi. E si perderà ogni traccia dell'ex opificio. Chiediamo il recupero sia dell'ex complesso industriale che dell'attigua ferrovia Sangritana per farne, oltre che un polo della memoria, pure un centro funzionale al servizio del campus delle innovazioni automotive che nascerà in Val di Sangro. In ogni caso, con le altre associazioni, ci batteremo contro ogni speculazione edililia».