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Pescara, 24/04/2026
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21/10/2009
Il Centro
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Posto fisso. Epifani: allora discutiamone subito. Per Marcegaglia è cultura del passato, e cala il gelo tra governo e industriali |
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Berlusconi d'accordo con l'idea di Tremonti «Un valore, come sono un valore le partite Iva» ROMA. Su Tremonti e la sua rivalutazione del posto fisso cala il gelo tra la Confindustria e il governo. La presidente Marcegaglia corregge il ministro: «E' un ritorno al passato». Ma la Cgil con Epifani rilancia: «Se il governo è davvero interessato al superamento della precarietà, apra un tavolo di confronto». Berlusconi dichiara la «piena sintonia» con il suo ministro, a differenza di Brunetta e Sacconi schierati contro il titolare dell'Economia. Tremonti a sua volta conferma tutto: «Io sono per il lavoro fisso perché la stabilità del lavoro favorisce la stabilità dei rapporti umani e delle famiglie». La presidente della Confindustria elenca i problemi che «la cultura del posto fisso» ha causato al Paese: «Un aumento della disoccupazione, del sommerso per esempio nel Mezzogiorno e ha creato nella pubblica amministrazione questa logica dell'assenteismo e dei fannulloni tanto deprecabile». La leader degli industriali spiega «di non essere a favore della precarietà e dell'insicurezza» ma «per la stabilità delle imprese e dei posti di lavoro». La flessibilità «regolata e tutelata come quella fatta da Treu e Biagi» ha creato «tre milioni di posti di lavoro». Tremonti incassa la «sintonia» di Berlusconi (che però lo aveva criticato l'8 aprile 2008 su questo stesso tema attaccando la «pigrizia del posto fisso»). Per il premier ora è invece «del tutto evidente che il posto fisso è un valore e non un disvalore. Così come sono un valore le cosiddette partite Iva». Ma il nervosismo nella maggioranza è confermato dal trattamento riservato al ministro dai giornali di «famiglia» e di destra: «Il pentimento di Tremonti» titola Libero che rivela come «il Pdl in segreto prepara due bozze di politica economica non tremontiana». Anche Il Giornale diretto da Vittorio Feltri titola polemicamente: «Viva il posto fisso (senza fannulloni). Il precariato è una necessità non un valore». La Cgil vuole capire se la disponibilità del ministro e di Berlusconi sia reale e possa tradursi in fatti concreti. Epifani chiede dunque un tavolo sulla precarietà nel settore pubblico e privato. Agostino Megale, della segreteria Cgil, sollecita Tremonti «di aprire i cordoni della borsa per realizzare la riforma degli ammortizzatori sociali e per dare un sostegno ai redditi da lavoro». Carlo Podda, segretario della Funzione pubblica-Cgil, ricorda al governo l'ampiezza del fenomeno dei precari «un esercito di riserva del mercato del lavoro senza diritti e tutele». Anche per il leader della Cisl Raffale Bonanni l'economia italiana «deve poter contare su lavoratori stabili, soddisfatti e ben retribuiti» ma «flessibilità e stabilità possono stare insieme». Il segretario del Pd Dario Franceschini giudica «incredibile che il ministro dell'Economia dopo aver ignorato la crisi e non aver messo in campo misure per l'emergenza» oggi «si svegli improvvisamente parlando di ritorno al posto fisso: è un caso di sdoppiamento della personalità, come dottor Jeckyll e mister Hyde». Rifondazione comunista annuncia una campagna di massa contro la Legge 30 e l'accordo separato del gennio scorso e il Pdci ricorda che mentre «Tremonti straparla la Gelmini licenzia 25 mila precari».
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