LANCIANO. «È necessario salvare tutto il patrimonio storico-culturale della Sangritana»: L'associazione Italia Nostra lancia l'appello dopo il "no" della dirigenza dell'azienda al programma integrato d'intervento del Comune, che prevede palazzi e parcheggi al posto dei binari, degli uffici e del piazzale dei bus in centro. Un intervento che va a sostegno anche della battaglia di altre sette associazioni, guidate da L'Altritalia e Fai, per la salvaguardia degli esempi di «archeologia industriale» rimasti in città. «Quello della Sangritana è un patrimonio dalla vita centenaria e legato allo sviluppo economico dell'area Sangro-Aventino», sostiene il presidente locale di Italia Nostra, Pierluigi Vinciguerra, «è necessaria una urgente presa di coscienza per il salvataggio di quanto è rimasto della Ferrovia Adriatico Sangritana, dai fabbricati delle stazioni ai caselli, alla palazzina del primo Novecento per la quale il Prg, in fase di approvazione, prevede la demolizione insieme ai locali dell'officina». Solo l'edificio del 1912 della vecchia stazione verrebbe risparmiato dai piani urbanistici, per diventare un museo della memoria. Sulla vicenda Vinciguerra richiama alla memoria la risposta della direzione regionale per i beni culturali alla segnalazione di Italia Nostra dei mesi scorsi, lo stesso ente che l'altro giorno ha "congelato" il parere alla conferenza dei servizi in municipio. «La Sangritana ha rappresentato un interessante esempio di architettura industriale, un segno significativo sul paesaggio abruzzese», scriveva il direttore generale Anna Maria Reggiani, «questa direzione auspica un coinvolgimento delle diverse amministrazioni per un progetto di salvaguardia e valorizzazione della ferrovia».