Il sindaco di Castelvecchio Subequo: negli ultimi anni dimezzato il servizio dei trasporti
Sulmona. Collegamenti autobus carenti in tutta la Valle Subequana e utenti costretti a fare i conti con orari che mal si conciliano con apertura di uffici, attività commerciali e, spesso, visite mediche pomeridiane. A farne le spese, come sempre, sono soprattutto gli anziani che non hanno la possibilità di muoversi con mezzi propri. La situazione si complica nei paesi dove manca la ferrovia.
Anche sul fronte dei collegamenti ferroviari i problemi sono tanti: a Castel di Ieri e a Gagliano, dove manca la stazione, gli anziani vengono letteralmente isolati dal resto del territorio. A farsi portavoce della situazione che accomuna gran parte dei paesi subequani, è Domenico Sarra di Raiano. «Dopo le 17 non esiste un pullman» spiega «che metta in collegamento Sulmona con la Valle Subequana. L'ultima corsa parte dal piazzale dell'ospedale poco prima delle 17. Se si considera invece» aggiunge «che l'ultimo pullman dalla Valle Subequana arriva a Sulmona intorno alle 16,25, la situazione è presto fotografata. Chi decidere di arrivare in città nel pomeriggio, per motivi più semplici come un giro nei negozi o più seri come una commissione o una visita in ospedale, non trova più autobus per tornare a casa e spesso neppure un treno. Un problema da anni portato a conoscenza anche degli amministratori locali, ma rimasto irrisolto». A coprire il servizio nella zona è la società Schiappa-Arpa. L'ostacolo maggiore all'attivazione di nuove corse è il bacino di utenza ridotto di questo territorio. «Conosciamo bene il problema» conferma il sindaco di Castelvecchio, Carmine Amorosi, «negli ultimi anni in effetti il servizio di pullman e treni è diminuito. La Comunità montana Sirentina ha attivato un servizio navetta che collega i paesi con la stazione ma è chiaro che non basta. Ci sarebbe bisogno di un servizio più efficiente e di corse rispondenti alle esigenze e agli orari dei lavoratori».