Il suo nome è stato il primo a essere inserito ieri mattina nel fascicolo penale per il crollo della Casa dello studente mentre il Procuratore capo Alfredo Rossini, distante pochi metri dalla stanza in cui l'inchiesta prendeva forma, confermava ai giornalisti l'invio per oggi dei dodici avvisi di garanzia riguardanti le responsabilità per il crollo dell'edificio di vi a XX Settembre ed altri due, questa la novità, per il crollo del Convitto nazionale. Ieri mattina nel piccolo corridoio della Procura della Repubblica si respirava un'aria un po' diversa rispetto agli altri giorni: era palese che il cerchio ormai si stava stringendo attorno all'inchiesta "madre" di tutte quelle aperte per i crolli del 6 aprile (duecento circa i fascicoli aperti dalla Procura aquilana, uno per ogni edificio che si è sbriciolato a causa del devastante sisma). Facce tese, porte chiuse e andirivieni di impiegati da una stanza all'altra.
Il primo indagato ad essere stato iscritto sul registro è un imprenditore edile aquilano molto conosciuto al quale oggi gli uomini della polizia giudiziaria notificheranno l'avviso di garanzia e contestualmente l'invito a comparire per l'interrogatorio, così come per gli altri undici indagati. Su tutti viene mantenuto uno stretto e comprensibile riserbo «per il rispetto non solo delle persone indagate - aveva commentato nei giorni scorsi il Procuratore Rossini - ma soprattutto per le persone che sono morte e le famiglie che chiedono giustizia». Sempre Rossini ha dichiarato che «cominceranno non prima della prossima settimana gli interrogatori delle dodici persone indagate per il crollo della Casa dello Studente poiché deve passare il tempo tecnico di almeno tre giorni dalla notifica dell'avviso di garanzia e dell'invito a comparire. Il programma degli interrogatori dei primi quattordici indagati - ha continuato Rossini - potrebbe concludersi nel giro di 7-10 giorni».
Nella maxi inchiesta sui crolli del terremoto, spunta un'altra ipotesi di reato e ad annunciarla è ancora una volta lo stesso Rossini: «Un altro aspetto interessante sotto il profilo delle responsabilità penali sui crolli degli edifici del 6 aprile, riguarda quello delle lesioni che possono anche configurarsi, oltre a quella materiale, sotto il profilo della malattia causata dallo stress nelle persone che non sono morte, ma che da questa situazione hanno riportato conseguenze legate allo stress, considerato dalla giurisprudenza una malattia a tutti gli effetti». Intanto dopo la casa dello studente e il convitto nazionale, saranno le sedi dell'Università dell'Aquila, situate nella zona rossa, le prossime strutture sulle quali la Procura della Repubblica concentrerà la propria attenzione. Come successo per i primi due casi, per i quali sono complessivamente 14 gli avvisi di garanzia annunciati dalla Procura, anche i danni strutturali causati alla sede universitaria saranno oggetto di avvisi di garanzia. La prossima mossa della Procura è stata anticipata dal procuratore capo Alfredo Rossini. Le perizie presentate finora, oltre alle tre già citate, riguardano l'ospedale San Salvatore dell'Aquila. La quinta non è stata indicata dal procuratore capo.