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Data: 22/10/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Per Napolitano il caso Mesiano è inquietante. Mancino: clima invivibile. Il Csm: tentativi di intimidazione

Il plenum dei giudici preoccupatissimo per il linciaggio mediatico. Critiche al premier. Protesta da Palazzo dei Marescialli: «Si tenta di delegittimare la funzione oltre a colpire i singoli magistrati»

ROMA. Il Csm si schiera con Raimondo Mesiano, il magistrato che ha condannato la Fininvest a risarcire con 750 milioni la Cir di De Benedetti, e denuncia il tentativo di «intimidire i giudici».
Giorgio Napolitano parla di caso «inquietante». A rivelare il giudizio del capo dello Stato sugli attacchi al giudice milanese è Nicola Mancino. Il vicepresidente del Csm è preoccupatissimo e non lo nasconde: «Nel paese si è creato un clima invivibile. Il potere più è forte e più intimidisce». Ma a fare quadrato intorno al giudice finito nel mirino del governo e del centrodestra è il plenum del Csm che ieri sera ha approvato a larghissima maggioranza (hanno votato contro solo i giudici di area Pdl) un documento che difende Mesiano e censura sia le dichiarazioni di Berlusconi e degli esponenti del centrodestra sia il contestato video andato in onda su Canale 5.
Per i giudici c'è stata «un'obiettiva, incisiva delegittimazione della funzione giudiziaria nel suo complesso e dei singoli magistrati». Ma c'è di più. Nella vicenda che ha coinvolto Mesiano ci sono state condotte che «possono produrre oggettivamente una forma di condizionamento per ciascun magistrato nell'esercizio delle sue funzioni» e in particolare quando «si decidono controversie nelle quali siano parti soggetti di rilevanza costituzionale ed economica». Il riferimento è alla Fininvest il cui proprietario è il presidente del consiglio Silvio Berlusconi.
Il Csm non accetta il linciaggio mediatico sul giudice di Milano e mette in relazione quel «Su Mesiano ne vedremo delle belle» detto dal Cavaliere qualche giorno fa con il servizio andato in onda su Canale 5. Un discusso servizio (per il quale il direttore delle news, Claudio Brachino, si è scusato) in cui si definiva Mesiano «stravagante» solo perché indossava calzini turchesi. Può un magistrato essere ripreso mentre siede sulla poltrona del barbiere o fuma una sigaretta seduto su una panchina?
Il Csm denuncia una «illecita intrusione nella sfera privata del magistrato» e afferma che quella intrusione è avvenuta «con tempi e modalità tali da attentare non solo all'indipendenza ed autonomia di ogni singolo magistrato, ma anche e soprattutto alla credibilità della funzione giurisdizionale».
Contro la delibera del Csm si schierano ministri e parlamentari del Pdl mentre il Guardasigilli Alfano, evita commenti: «Ritengo chiuso il caso Mesiano con le scuse del giornalista Brachino».
Per l'opposizione, al contrario, il capitolo non è affatto chiuso. Massimo D'Alema approva la decisione del Csm e parla di un fatto grave: «C'è stata una intimidazione verso una persona ritenuta responsabile di una decisione non gradita al capo del governo che è anche proprietario del canale televisivo che ha operato questo servizio».

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