Ci sono banche internazionali pronte a finanziare ovvero a sostenere lo sviluppo del porto. Anzi, dei porti abruzzesi intesi come rete, come sistema. La strada maestra è già indicata, e sarebbe quella del project financing. Insomma: se dallo Stato le risorse arrivano col contagocce perché al ministero delle Infrastrutture i "rubinetti" sono quasi a secco, nulla vieta alla Regione di bussare agli istituti di credito: «Ce ne sono già tre o quattro pronti a collaborare e sono opportunità che stiamo prendendo in considerazione, visto che non si può far tutto con il pubblico». A parlare è Lamberto Quarta, braccio destro del governatore Del Turco. E' lui il responsabile del programma di governo ed è quindi lui a voler scacciar via timori veri o presunti per il futuro del porto di Pescara.
«Nessuno ha mai detto che il porto di Ortona sarà beneficiario dei cento milioni di fina ziamenti dei fondi Fas (fondo area sottosviluppata) - è la sua premessa -. Semplicemente, in un memorandum che il presidente Del Turco ha consegnato al ministro Di Pietro, è stato prospettato un sistema regionale di porti che vede Giulianova caratterizzata dal settore pesca, Pescara da quello passeggeri e Ortona-Vasto per il commerciale».
Per Quarta, dunque, la polemica innescata da Lorenzo Sospiri («il porto di Ortona assorbirà anche le risorse di cui ha bisogno quello di Pescara»), poi raccolta da esponenti di giunta pescaresi, sarebbe infondata. E' più probabile, tuttavia, che Pescara abbia alzato barricate preventive nel momento in cui ci si è resi conto che non ci sono soldi per questo e per quello, e che Del Turco preferirebbe certo finire quel che è cominciato anziché ritrovarsi due volte in mezzo al guado, leggi ad Ortona e pure a Pescara.
Spiega ancora Lamberto Quarta: «Il documento di programmazione dal 2007 al 2011 individua opere strategiche per l'Abruzzo nel settore dei porti, delle ferrovie e delle autostrade, nonché dei nodi urbani. Ebbene, per i porti è evidenziata con il codice TS8 la piattaforma logistica sull'asse Chieti-Pescara-Ortona che si traduce in valorizzazione del porto di Ortona, dell'aeroporto di Pescara e dell'interporto di Manoppello».
Il prossimo step importante è in programma a settembre quando all'Aquila si approverà il programma regionale di sviluppo: è in quella sede, ricorda Quarta, che saranno fissate le priorità d'intervento. E per Pescara, che punta al potenziamento del traffico marittimo di passeggeri, potrebbe arrivare una carta vincente proprio grazie alle fortune dello scalo chietino: «Il porto di Ortona è stato dichiarato di interesse nazionale e speriamo possa accedere ad altri canali per i finanziamenti - spiega Quarta -. Ciò potrebbe voler dire che la Regione è autorizzata a investire diversamente le proprie risorse e in tal caso a sostenere di più e meglio Pescara: e per cominciare sarà finanziato il nuovo Piano regolatore portuale per un importo di 400mila euro».
Ma, su tutto, c'è un aspetto che Quarta giustamente sottolinea: occorre fare scelte nette e per pesare di più nelle decisioni è bene che in Regione i consiglieri pescaresi sappiano fare squadra, se c'è davvero interesse a sostenere lo sviluppo del porto ovvero di un'altra importante infrastruttura. Puntare al "piatto grosso", dunque, e non disperdere la quota-parte in mille rivoli. «Per i parcheggi di scambio si può ricorrere al project financing - ha detto Quarta - ma se poi si vuol fare anche il ponte pedonale si rischia di dover rinunciare a qualcosa». Il tavolo del confronto è vicino: a settembre esce il bando per le aree urbane, la torta da spartire è di nove miioni.