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Data: 23/10/2009
Testata giornalistica: La Repubblica
«Subito i privati nell'Amtab» Senza bando a rischio l'affidamento del servizio comunale a Bari. La riforma delle ex municipalizzate prevede capitale misto

LE SOCIETÀ comunali sono di fronte a un bivio. Se non aprono ai privati, non potranno più ricevere in affidamento diretto la gestione dei servizi, ma saranno costrette a passare attraverso una gara pubblica. Con il rischio di doversi misurare con una concorrenza organizzata e agguerrita. La riforma è contenuta nel decreto legge 135/2009 che impone agli enti pubblici azionisti unici di società di servizi di cedere ai privati almeno il 40 per cento del capitale delle aziende comunali, pena l'affidamento dei servizi attraverso regolare gara d'appalto. A Palazzo di Città è già partito il conto alla rovescia. Martedì Alfonso Pisicchio ( nella foto ), vicesindaco e assessore alle Aziende, sottoporrà all'esecutivo una proposta per tirare fuori dall'impaccio soprattutto l'Amtab. «È l'unica vera urgenza che abbiamo - spiega Pisicchio - Per le altre aziende, Amgas e Amiu, c'è tutto il 2010, quindi possiamo prendere in considerazione più di una possibilità». Per la società di trasporto pubblico urbano, Pisicchio proporrà un bando per la scelta di un partner privato al 40 per cento. «Nello stesso avviso sarà contenuto il riaffidamento del servizio all'Amgas spa, visto che attualmente la società è senza concessione», spiega l'assessore. Una situazione paradossale creatasi dopo che il Consiglio di Stato ha bocciato l'affidamento diretto del trasporto pubblico urbano alla stessa Amgas, deciso nel 2006 dalla giunta comunale. Il ricorso, come si ricorderà, era stato presentato dall'Anav, il sindacato delle aziende private di trasporto pubblico, che aveva contestato la mancanza di una procedura di gara pubblica per l'affidamento. Con la norma inserita nel decreto legge del 25 settembre scorso, il governo centrale dà ai Comuni la possibilità di continuare con gli affidamenti "in house" (così viene definita tecnicamente la gestione diretta), ma a patto che il capitale delle aziende sia privato almeno al 40 per cento. Più complesso sarà il discorso per Amgas e Amiu. «C'è più tempo per decidere e, considerata l'attività delle due società, anche per ponderare a fondo l'eventuale ingresso di soci privati», dice Pisicchio. L'Amgas, per esempio, ha già un accordo con Acea dal qualeè nata Elgasud. Rimane da capire, poi, che cosa ne sarà della Multiservizi. «In questo caso - annuncia Pisicchio - ci sarà prima una verifica sui servizi. Vedremo quali esternalizzare e quali lasciare invece alla società. Poi, si potrà parlare di eventuali partner privati. Anche in questo caso, però, il tempo non manca».

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