Miscia (Ugl): la loro unica colpa è di essere crollati per il lavoro
PESCARA. Licenziati in tronco perché sorpresi a dormire durante l'orario di lavoro. E' successo a sei dipendenti della società Autostrade, la cui mansione è quella di controllare alcuni tratti autostradali durante le ore notturne, percorrendoli a coppie con un furgone di servizio. La scorsa notte, però, la società ha messo in atto un controllo sui controllori, trovandone sei che si erano addormentati all'interno dello stesso furgone. «Per la verità erano quattro i dipendenti trovati a dormire», precisa Carlo Miscia, sindacalista dell'Ugl «mentre altri due non sono stati visti. Ma tanto è bastato per accusare di "inoperosità" anche loro come i colleghi, peraltro tutte persone estremamente serie sul lavoro, la cui unica colpa è stata quella di essere crollati durante la notte, fermandosi per evitare incidenti». Il lavoro degli addetti alla viabilità, tecnicamente ausiliari del traffico, è quello di controllare che tutto funzioni sull'autostrada. Per questo motivo hanno il compito di percorrere continuamente i tratti loro assegnati, che nei casi specifici erano: Ancona sud-Pesaro/Urbino; Loreto-Roseto; Roseto-Ortona. E proprio al posto di manutenzione di Ortona si erano fermati due di loro, dopo esaurito il lavoro, restando "inoperosi" per due ore. «Noi non neghiamo che ci siano state delle colpe», ammette il sindacalista «ma riteniamo che una pena così severa sia esagerata. D'altro canto è umano che si possano avere delle crisi durante la notte». «Tra l'altro», interviene Ettore Cerè, sindacalista della Sla Cisal «si tratta di persone che lavorano con le Autostrade da molti anni e che mai hanno avuto richiami o sanzioni. Per di più stiamo parlando di sei padri di famiglia che stanno vivendo delle ore terribili». Tutte le sigle sindacali hanno intenzione di convocare una conferenza stampa per spiegare nel dettaglio la vicenda e comunicare le iniziative che verranno intraprese. «Con una società che si comporta come se fosse uno stato di polizia», tuona Miscia «non ci può essere dialogo, tanto che proporrò di rompere ogni trattativa in corso».