PESCARA. D'Alfonso un po' ingrassato, socievole, sereno, un fiume di parole, desideroso di raccontare la sua nuova vita in Molise e di dettare la linea ai vecchi amici.
Mercoledì sera, D'Alfonso è stato l'anfitrione di una tavolata di una ventina di amici, una rimpatriata con la vecchia giunta e i consiglieri, una cena in programma da tempo e che si è svolta in un ristorante di Manoppello, l'osteria Del Contadino. C'erano tutti gli uomini di D'Alfonso, gli amici che non vede più spesso da quando, da circa sei mesi, l'ex sindaco di Pescara si è ritirato in Molise dove ha ripreso il suo lavoro originario, funzionario dell'Anas. A tavola, c'erano Armando Mancini, Adelchi De Collibus, Moreno Di Pietrantonio, Tommaso Di Biase, Edoardo De Blasio, Camillo D'Angelo, Enzo Del Vecchio, Antonio Blasioli, Gianluca Fusilli, Stefano Casciano; assenti Gianni Teodoro e Riccardo Padovano. Una rimpatriata, «sembrava una cena di compagni di scuola che si rivedono dopo 20 anni», raccontano, «una cena che volevamo fare da tempo».
«Chiacchiere informali», assicurano, «quelle che si possono fare quando non ci si vede da un po'». Una serata amarcord in cui D'Alfonso ha ricordato i bei tempi e raccontato la sua vita in Molise davanti a un menu a base di antipasto all'italiana, affettati e formaggi, e di carne. D'Alfonso ha parlato soprattutto dell'economia del Molise paragonandola a quella abruzzese. Di come le due regioni, una volta un'unica entità, hanno preso strade diverse. A ristorante per mangiare e rivedersi, per parlare di politica con un occhio alla partita, la sfida tra Real Madrid e Milan.
E guardando la tv, raccontano che sia stato rivolto un commento al sindaco Luigi Albore Mascia, che mercoledì, da grande tifoso del Milan, era allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid per assistere all'incontro vinto tre a due dal Milano. «Con tutto questo tifo che fa», si sono detti a cena, «speriamo che Mascia porti fortuna anche al Pescara».